L’assistente sociale è un professionista costretto spesso a difendersi dall’opinione pubblica ma anche dalle altre professioni con cui lavora in rete. Si scontra con molti pregiudizi e credenze condivise da più persone. L’assistente sociale, nell’immaginario comune continua ad essere etichettata come ladra di bambini, una persona fredda ed esecutrice delle regole o al contrario, come una eroina che risolve situazioni difficili.

“Spesso nel giudicare una cosa ci lasciamo trascinare
più dall’opinione che non dalla vera sostanza della cosa stessa.”
– Lucio Anneo Seneca –

False credenze sull’assistente sociale

Ma quali sono i pregiudizi e gli stereotipi più comuni? Eccone alcuni più frequenti e non in ordine di importanza.

Tabella iscritti all'aordine degli assistenti socialia

L’assistente sociale è sempre donna

In effetti, la presenza maschile nelle professioni sociali è minoritaria sia tra gli studenti che tra gli occupati. In Italia secondo i dati del CNOAS relativi al 2015 (vedi tabella sopra) gli assistenti sociali uomini iscritti all’Albo sono solo 2.894 rispetto alle 39.127 colleghe donne. Ma come mai tale professione ha difficoltà ad affermarsi tra gli uomini? Si pensa che una donna sia meglio per le sue caratteristiche personali e perché il lavoro si avvicina molto a quello svolto dalle donne nell’ambito familiare, ovvero prendersi cura dell’Altro (a questo proposito ti consiglio di leggere “La classifica dei mestieri più adatti alle donne”). L’empatia, la capacità di ascolto, di relazione e di cura, sono caratteristiche considerate tradizionalmente come femminili ma che in realtà anche gli uomini possiedono. Il genere non conta, un uomo può essere un buon assistente sociale come una donna può essere un brillante ingegnere.

L’assistente sociale si occupa solo di minori

L’assistente sociale svolge azioni di prevenzione, sostegno e recupero di persone, famiglie e gruppi in situazioni di bisogno. Non si occupa solo di minori, anzi, sono molteplici le aree di intervento che possono coinvolgere un assistente sociale. Si occupa anche di persone con problematiche psicosociali come dipendenze di ogni tipo, salute mentale, di disabili, di anziani soli e non autosufficienti, di immigrati, di famiglie in difficoltà, di persone con a carico pene detentive alternative. Il suo lavoro è molto vasto e opera in enti pubblici, nel privato ma anche come libero professionista.

Quando l’assistente sociale entra nella tua vita è finita!

Il servizio sociale è una risorsa, non una minaccia per la nostra vita. L’assistente sociale aiuta a valorizzare le risorse personali e sociali degli utente promuovendone l’autonomia. Individua i bisogni dei soggetti e definisce il percorso da seguire per superare o per rimuovere una situazione problematica. Quando una famiglia si ritrova nelle proprie vite un’assistente sociale va in panico specialmente se si è stati segnalati e non è stato chiesto in prima persona l’aiuto. Tranquilli, l’assistente sociale per obbligo deontologico cerca di capire e rendersi conto di come effettivamente stanno le cose. L’assistente sociale non segnala situazioni di pregiudizio se non esistono, non è un freddo controllore che al primo passo falso mette nei guai, ma svolge il suo lavoro tutelando i diritti delle persone svantaggiate.

L’assistente sociale toglie i bambini ai genitori

Quante volte avete sentito dire questa affermazione? Non abbiate paura, i bambini non ve li portano via così facilmente. Solo nei casi peggiori i bambini vengono allontanati con una sentenza del Tribunale: ad esempio quando vivono in situazioni di degrado, quando sono abbandonati a loro stessi, quando subiscono delle violenze fisiche o psichiche. La povertà invece, non è una ragione sufficiente per allontanare il figlio da casa. Togliere un figlio ai genitori è sempre una scelta sofferta. Ogni bambino ha diritto a crescere nella propria famiglia. Dietro il provvedimento di allontanamento c’è sempre un duro lavoro dei servizi sociali che tramite vari interventi (sostegni economici, assistenza educativa in famiglia) cercano di evitarlo.

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E per concludere ridendo, “l’assistente sociale è una vecchia acida zitella”, o single ai giorni d’oggi. In realtà personalmente non ho mai capito il vero motivo di tale affermazione.
Forse in passato, nell’immaginario comune le assistenti sociali dovevano essere nubili?

Certamente oggi questo mito non trova più conferme: siamo fidanzate, sposate, mamme, buone e anche belle 🙂

3 Commenti

    • Mi dispiace per la sua esperienza negativa, ma non siamo qui per giudicare il lavoro di altre persone. Se ci sono problemi può confrontarsi con l’assistente sociale che ha seguito il suo caso.

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