La scuola è sempre stato un luogo di socializzazione in cui veniva richiesta l’osservanza di regole e il rispetto tra gli alunni e fra alunni e docenti.

La scuola oggi

Assistiamo oggi ad uno scenario del tutto differente. Infatti, le problematiche relazionali sono sempre più complesse e difficili da gestire.

Nelle scuole è facile osservare un ambiente caratterizzato da prepotenze e conflitti che non fanno altro che accrescere la sfiducia verso l’Istituzione stessa e il diffuso fenomeno della dispersione scolastica. La gestione di queste criticità risulta complicata in quanto non facilmente percepita perché agita lontano dalle attenzioni degli insegnanti, oppure vengono considerati come modelli di interazione giovanile normali. In realtà, emergono spesso situazioni conflittuali di diversa natura ed entità caratterizzati da violenza, bullismo e intolleranza.

Vivere in una condizione spiacevole e in conflitto, non fa altro che demotivare gli studenti e rallenta l’apprendimento.

Relazioni e conflittualità

La relazione è ciò che costruisce i problemi e li risolve.

Il conflitto, come abbiamo già visto in precedenza, è un elemento costitutivo delle relazioni umane. Litigare può  essere un momento produttivo in quanto consente di esprimere e rendere manifesti messaggi incomunicabili in maniera diversa. Le persone urlano i propri bisogni e le proprie emozioni, dal momento che probabilmente, non era stato possibile comunicarli in altro modo.

Dipenderà da come il conflitto viene affrontato, il fatto che possa risultare negativo, distruttivo o, al contrario, trasformarsi in una opportunità per conoscere di più se stessi e gli altri. Trasformarlo in una esperienza arricchente per le parti richiede l’utilizzo di abilità e procedimenti, uno dei quali è la mediazione.

Il litigio può diventare occasione di confronto e di crescita ma, alcune volte, potrebbe incombere in un momento di crisi che si protrae oltre i livelli di tolleranza. Ciò potrebbe portare a prevalere sull’altro e/o a distruggere l’altro.
Pensare al conflitto in maniera positiva, significa permettere l’evoluzione e la trasformazione della relazione fino ad un avvicinamento delle parti, una comprensione e un rispetto maggiore.

Gestione creativa del conflitto

La scuola ha una grande responsabilità verso gli studenti e la collettività sia a livello pedagogico – formativo che culturale – relazionale.

Ciò nonostante, i media ci informano di casi di violenza sempre più frequenti all’interno delle scuole. Per tale motivo, la mediazione scolastica potrebbe rivelarsi una cura in quanto affronta il conflitto prima che degeneri in violenza.

Il percorso di mediazione è propedeutico alla educazione alla legalità perché aiuta ad apprendere che i comportamenti violenti non sono solo una infrazione ad una norma astratta e lesione di diritti, ma comportano una rottura, a volte irrimediabile, della relazione. L’ambiente scolastico è il primo ambiente “istituzionale” dove si può imparare a gestire la conflittualità, a trasformarla in confronto e strumento di crescita individuale e di gruppo. Il conflitto è il luogo della relazione, attraverso la capacità di “so-stare” in esso per trasformarlo.

La mediazione all’interno della scuola può essere fonte di apprendimento ed è un importante strumento che mira alla conoscenza e alla diffusione di nuove pratiche per affrontare il conflitto, mostrando una modalità alternativa alla fuga e all’aggressione. La gestione del conflitto attraverso le tecniche di mediazione mostra quanto sia vivere in un clima di collaborazione e di accettazione dell’altro. Mostra quanto è bello accogliere l’altro, ascoltarlo, comprenderlo, ma allo stesso tempo, essere accolti, ascoltati, compresi.

La mediazione scolastica

  • Crea un ambiente rilassato e produttivo;
  • costruisce e sviluppa capacità di dialogo e contribuisce a migliorare l’ascolto attivo;
  • aiuta a riconoscere e valorizzare interessi, sentimenti e valori, focalizzando l’attenzione sull’altro;
  • sviluppa e alimenta la collaborazione e favorisce l’autoregolazione attraverso la ricerca autonoma delle soluzioni;
  • gestiste situazioni di conflitto e aumenta la capacità di risoluzione non violenta della lite.

ascolto, dialogo, riconoscimento e rispetto dell’altro

Il mediatore a scuola

“Ricordo a me stesso ogni giorno: niente che dirò oggimai insegnerà qualcosa. Così, se voglio imparare, devo farlo ascoltando. Quando una persona parla – io ascolto, non per insegnare qualcosa ma per capire ciò di cui la persona ha bisogno. Così in questo modo… imparo”. Larry king

Si prende cura delle relazioni tra gli alunni e tra tutte le figure professionali che collaborano nel mondo scuola, preoccupandosi di porre l’attenzione sugli aspetti relazionali e comunicativi, concentrandosi sul come generare relazioni empatiche e di fiducia.

 

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