La disabilità, intesa in tutte le forme, può essere definita come condizione personale di chi possiede una ridotta capacità d’interazione con l’ambiente rispetto a ciò che è considerata la normalità, è meno autonomo nello svolgere le azioni quotidiane e si trova spesso in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale.
La presenza degli alunni disabili sono aumentati nell’ultimo decennio.

Tale incremento può essere interpretato come segnale di un maggiore inserimento nel sistema scolastico degli alunni con disabilità, ossia di una loro migliore integrazione sociale?

L’Italia risulta il paese dove c’è una maggiore integrazione delle persone con disabilità nelle scuole

Molti paesi europei preferiscono le scuole speciali per gli alunni con disabilità.

La legge 104 del 1992 insieme alla 328 del 2000 garantisce e promuove il pieno rispetto delle persone con disabilità e il loro recupero funzionale e sociale.

Ma cosa è cambiato negli anni?

 

Quadro normativo per alunni disabili

Il diritto allo studio è un diritto garantito dalla nostra Costituzione, la scuola è aperta a tutti e tutti i cittadini hanno pari dignità sociale.

Ma l’inserimento scolastico fino agli anni settanta è stato caratterizzato da un approccio di tipo medico e i bambini disabili venivano inseriti in classi differenziali o in scuole speciali. Si trascurava la personalità del bambino e le relazioni sociali con i coetanei.

L’integrazione delle persone con disabilità nella scuola di tutti ha inizio nei primi anni settanta, quando viene promulgata la legge 118/71. Il bambino fa ingresso nelle classi comuni ma ancora con qualche difficoltà. Vengono esclusi gli alunni in situazione di gravità.

È con la legge 517/77 che ha inizio ufficialmente il processo di inserimento delle persone con disabilità nelle scuole del nostro Paese.

Infine la legge 104/92 rappresenta una tappa fondamentale perché colloca il diritto all’integrazione tra i diritti fondamentali della persona e del cittadino. La legge quadro che riordina gli interventi precedenti, prevede un approccio di tipo educativo nei confronti degli alunni con disabilità. E si realizza un percorso formativo personalizzato alla cui condivisione partecipano più soggetti istituzionali.

La Legge afferma, inoltre, che l’integrazione scolastica deve avvenire per tutti e per ogni ciclo, compresa l’università nelle classi comuni.

La famiglia come risorsa

La disabilità di una persona può incidere su tutti gli aspetti della vita: la sfera degli affetti, l’integrazione scolastica e lavorativa, le esigenze alloggiative, i bisogni di conoscenza e di istruzione, la dimensione comunicativa. E risulta di vitale importanza la collaborazione con la famiglia.

Quest’ultima è un punto di riferimento essenziale per la corretta inclusione scolastica dell’alunno con disabilità poiché è fonte di informazioni preziose e luogo in cui avviene la continuità fra educazione formale ed informale.

La famiglia va coinvolta attivamente, e molto importante è il ruolo dei servizi sociali, sia per valutare le condizioni e l’adeguatezza della famiglia e sia per sostenerla. Può capitare che la famiglia senta come eccessivo il peso della responsabilità, qualora i servizi sociali non riescano a garantire al disabile le risposte adeguate ai bisogni di loro competenza.

Gli interventi di supporto alla famiglia sono realizzabili in molti modi e con approcci diversi, in funzione delle figure professionali che ne costituiscono l’elemento centrale. Il servizio sociale deve avere un ruolo propositivo, e di collegamento tra servizio, utente e contesto territoriale. L’assistente sociale effettua quindi una valutazione del bisogno, prende in carico la situazione e attraverso il lavoro di equipe definisce un progetto integrato e individualizzato. Attiva le risorse formali e informali del contesto di appartenenza.

Ad oggi la strada della vera integrazione di alunni disabili è ancora in salita. Gli strumenti legislativi esistono, ma spesso manca una reale cultura dell’inclusione sociale.

Affinché avvenga l’integrazione, nei fatti e non a parole, occorre la responsabilità di tutta la comunità territoriale.

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