L’assistenza sociale, nell’ordinamento italiano, è oggi concepita come insieme di attività inerenti alla predisposizione ed erogazione dei servizi o di prestazioni economiche destinate a rimuovere e superare situazioni di bisogno e difficoltà che la persona umana incontra nel corso della propria vita.

L’articolo 38 Cost. riconosce il diritto alla previdenza e all’assistenza sociale e insieme all’articolo 32 Cost. vanno a sancire il nucleo forte dello Stato sociale italiano.

Assistenza sociale in Italia

Il diritto all’assistenza sociale è teso a concretizzare il principio solidaristico sancito dall’articolo 2 Cost. ed è altresì volto ad attuare il principio di uguaglianza sostanziale previsto dall’articolo 3, comma 2, Cost. Questo principio comporta l’impegno dello Stato a creare le condizioni di eguaglianza sostanziale fra i cittadini, ovvero a rimuovere gli ostacoli di natura economico-sociale che di fatto impediscono la partecipazione dell’individuo alla vita del paese.

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Diritti sociali:

  • Diritto all’assistenza sociale
  • Diritto all’assistenza sanitaria
  • Diritto alla previdenza
  • Diritto all’istruzione
  • Diritto alla casa e al lavoro

Il diritto all’assistenza sociale è un diritto “condizionato”, in quanto necessità di attuazione per via legislativa. Queste misure legislative concorrono a definire il contenuto del diritto stesso ed a individuare il soggetto passivo destinatario della prestazione sociale, e quindi configurano una posizione giuridica soggettiva.

I servizi sociali sono tutte le attività relative alla predisposizione ed erogazione dei servizi gratuiti ed a pagamento o di prestazioni economiche destinate a rimuovere o superare le situazioni di bisogno e di difficoltà che la persona umana incontra nel corso della sua vita, escluse soltanto quelle assicurate dal sistema previdenziale e da quello sanitario, nonché quelle assicurate dal sistema della giustizia.

Il sistema di sicurezza sociale italiano è stato interessato da un processo di rinnovamento che ha interessato sia il livello delle competenze amministrative che quello delle modalità di intervento degli attori chiamati in causa nella gestione ed erogazione dei servizi. La legge n. 328 del 2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” dopo anni di vuoto legislativo, ha ridefinito il profilo delle politiche sociali.

“La Repubblica assicura alle persone e alle famiglie un sistema integrato di interventi e servizi sociali, promuove interventi per garantire qualità di vita, pari opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza, previene, elimina o riduce le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare, derivante da inadeguatezza di reddito e condizioni di non autonomia”.

Articolo 1 Legge 328 del 2000

 

Il sistema integrato di interventi e servizi sociali si realizza mediante politiche e prestazioni coordinate nei diversi settori della vita sociale, integrando servizi alla persona e al nucleo familiare con eventuali misure economiche e la definizione di percorsi attivi volti ad ottimizzare l’efficacia delle risorse ed impedire sovrapposizioni di competenze.

Attori coinvolti

A chi spetta programmare e gestire i servizi sociali? La programmazione e l’organizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali compete agli enti locali, alle regioni ed allo Stato secondo il principio di sussidiarietà.

Mentre alla gestione ed all’offerta dei servizi provvedono soggetti pubblici, organismi non lucrativi di utilità sociale, organismi della cooperazione, associazioni, enti di promozione sociale, fondazioni, enti di patronato, organizzazioni di volontariato, enti riconosciuti dalle fondazioni religiose, persone e nuclei familiari.

Destinatari

Cittadini italiani, cittadini di stati appartenenti all’UE, gli stranieri, i profughi e gli apolidi.

Le prestazioni sociali che rientrano nei livelli essenziali da garantire su tutto il territorio nazionale per ogni ambito:

  • Segretariato sociale per fornire informazioni e consulenza ai singoli ed ai nuclei familiari;
  • Interventi per le situazioni di emergenza sociale personali o familiari;
  • Assistenza domiciliare;
  • Strutture residenziali e semiresidenziali per soggetti con fragilità sociali;
  • Centri di accoglienza residenziali o diurni a carattere comunitario.

Il concetto di livello essenziale, non ha una connotazione univoca, ma assume diversi contenuti in relazione al contesto culturale di riferimento.

Qualora non garantite le prestazioni dovute, il cittadino può avanzare nei confronti della pubblica amministrazione un’azione legale.

L’utente del servizio può far valere una posizione giuridica di diritto soggettivo (pretesa che la pubblica amministrazione non sottragga un bene della vita ad un soggetto che ne abbia diritto, per es. indennità di accompagnamento) o di interesse legittimo (posizione giuridica correlata ad un potere della pubblica amministrazione di scegliere, rispetto a certe regole e principi, ad es. il diritto del disabile ad essere inserito in una struttura).

Il diritto all’assistenza sociale è un diritto condizionato dalle disponibilità finanziarie e dall’intermediazione legislativa per la sua attuazione.

I diritti sociali sono “finanziariamente condizionati”, l’erogazione dei servizi è infatti condizionata ai limiti delle risorse finanziarie dell’ente territoriale.

Criticità

A volte c’è difficoltà nel garantire l’immediata esigibilità delle prestazioni socio-sanitarie.

La necessità della copertura finanziaria per garantire le prestazioni di assistenza sociale è un limite esterno al godimento di quella prestazione, posticipando l’esigibilità dell’intervento sociale ad un momento futuro (es. creando liste di attesa).

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