Il silenzio di un minore vittima di abuso è molto più assordante di un rumore vero e proprio

È importante allora, che l’assistente sociale utilizzi uno strumento che permette l’ascolto, la fiducia, l’osservazione e che permette di comunicare e interagire attivamente con il minore: il colloquio.
Tutto questo perché l’essere umano è un essere comunicante e ogni momento della sua vita viene accompagnato da messaggi, informazioni, codici e atti linguistici. Ma la comunicazione non è solo linguaggio verbale: non si comunica solo con la parola, ma anche con i gesti, la postura e i silenzi.
Pertanto il bisogno dell’essere umano, ma soprattutto del minore vittima di abuso sessuale, è di comunicare oltre che con le parole. È allora importante interpretare attraverso il disegno, quei segnali che non vengono alla luce durante il colloquio con il minore.

Questo è il modo per “dare voce a chi non ne ha”.

 

Perché il disegno?

Il disegno facilita in vari modi la comunicazione verbale tra adulto e bambino.
In particolare in un contesto clinico esso permette di rompere il ghiaccio, distogliendo l’attenzione del bambino da paure e timori legati alla situazione diagnostica.
Disegnando, il bambino può comunicare sentimenti ed esperienze difficili da raccontare perché complesse, poco comprensibili o angosciose.
Il disegno, quindi, costituisce una chiave per accedere al mondo interiore infantile.

L’arte-terapia offre al bambino la possibilità di ricostruire e rivivere traumi o aspetti problematici sotto forma di arte o di gioco. Il disegno quindi diventa non solo un modo per esternare sentimenti repressi, ma anche un contenitore utilizzabile per riordinare emozioni confuse, contraddittorie, difficili da comprendere.
Grazie al disegno il terapeuta può accedere al mondo interiore e alle emozioni positive inespresse dal bambino e, lavorandoci, può rafforzarle e renderle disponibili al piccolo paziente.

 

Cosa può emergere con il disegno?

Sono numerosi i contributi empirici che hanno avuto l’obiettivo di valutare l’efficacia del disegno come strumento terapeutico e di comunicazione in situazioni di deprivazione ed abuso emotivo.
Le principali caratteristiche di personalità che emergono dai minori abusati sono:

  • le forme estreme di controllo degli impulsi;
  • l’infantilismo;
  • le difficoltà di concentrazione;
  • il ritiro sociale;
  • la tendenza all’isolamento;
  • la bassa autostima o l’eccessiva considerazione di sé;
  • l’esibizione di comportamenti estremi come aggressività eccessiva, iperattività e tendenze distruttive.

Tutto ciò è emerso dalla particolarità dei disegni eseguiti dai bambini maltrattati o trascurati, cioè la frequente distorsione del corpo, la mancanza dei dettagli, quindi l’immagine del corpo povera e la scarsa identificazione sessuale.

 

bambino e padre

Che tipo di disegno può far pensare ad un abuso?

Si pensa che sia possibile rintracciare, nei disegni dei bambini che hanno subito un abuso sessuale, dei temi ricorrenti. Tra questi, particolarmente significativi sembrano essere i seguenti indicatori:

  • Immagini esplicitamente sessuali, quali la rappresentazione dei genitali, figure nude, trucco marcato, ciglia lunghe, lingua evidente.
  • Raffigurazione incompleta del corpo umano, priva di uno o più elementi importanti dello schema corporeo (assenza di piedi, mani, gambe o tronco).
  • Accentuazione delle dimensioni delle braccia e delle gambe.
  • Raffigurazione della sola testa o della parte superiore del corpo arricchiti di molti dettagli.
  • Rappresentazione frammentata del corpo: la testa ed il corpo sono separati o parti del corpo fluttuano senza connessione le une con le altre.
  • Mancanza di occhi.
  • Occhi svincolati dal corpo, come senso di colpa che questi minori vivono, in quanto si sentono responsabili di aver provocato l’abuso.
  • Utilizzo inadeguato dello spazio grafico: uso di un’area parziale del foglio, sovrapposizione di oggetti, uso dello spazio al di fuori del foglio, uso di righe, macchie di colore.
  • Pressione sul foglio atipica o molto marcata o molto leggera
  • Utilizzo eccessivo di cancellature e loro totale assenza, indicativo, di incertezza, indecisione e generale insoddisfazione.
  • Gamma di colori limitata, con prevalenza di nero e/o rosso: il rosso viene associato a sentimenti di rabbia ed il nero a sentimenti depressivi.
  • Gambe serrate le une contro le altre che potrebbero indicare un rigido tentativo di controllare gli impulsi sessuali o la preoccupazione di un possibile attacco sessuale da parte degli altri.

C’è comunque da rilevare che questi indicatori, pur risultando presenti nei disegni dei minori vittime di abuso sessuale, possono essere riscontrati anche nei disegni di minori che non sono stati abusati.
Quindi, la loro presenza non può essere considerata come unica prova di un avvenuto abuso sessuale.

1 commento

  1. […] Il disegno non solo permette di conoscere l’immagine che il bambino ha di sé e di sé con gli altri, ma può essere utilizzato come strumento terapeutico in situazioni di abuso e violenza. È stato evidenziato, infatti, come sia possibile rintracciare, nei disegni dei bambini che hanno subito un abuso sessuale, dei temi ricorrenti, già analizzati nell’articolo precedente “dare voce a chi non ne ha”. […]

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