Come discusso nel nostro precedente articolo – I diritti del genitore: il congedo parentale – il congedo parentale è un’indennità che lo Stato riconosce e tutela affinché sia garantito il diritto del bambino ad un’adeguata assistenza, dando la possibilità ai genitori di astenersi dal lavoro secondo modalità e durate prestabilite dalla legge e dai contratti collettivi. Ma come funziona il congedo parentale per figli con disabilità?

 

Come avere accesso al prolungamento del normale congedo parentale per figli con disabilità?

La legge che regola i processi lavorativi in caso di disabilità è la legge 104/1992 all’articolo 33, prevedendo la possibilità di ottenere particolari permessi per i familiari che assistono persone disabili o per le persone disabili stesse.

il decreto legislativo 81 del 2015 prevede un prolungamento del congedo parentale fino ad un massimo di tre anni fino a quando il bambino non raggiunge i 12 anni.

 

A chi spettano i permessi di congedo parentale per figli con disabilità?

Il coniuge, il genitore, il parente di secondo grado e il parente (o affine), entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’esse affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, potranno godere dei 3 giorni di permesso mensile retribuiti e coperti da contributi anche in maniera continuativa, purché ci sia assenza di ricovero della persona con handicap grave da assistere.

 

Bisogna sapere che…

Legge 104…un solo lavoratore può ottenere permessi per assistere lo stesso disabile. Quando il disabile assume il domicilio, seppur temporaneo, presso la residenza di parenti entro il secondo grado, al fine di prestare la dovuta assistenza, sarà necessario che chi ne abbia diritto presenti all’occorrenza l’istanza per ottenere il riconoscimento dei permessi di cui l’art.33 Legge n. 104/1992.

 

Presupposti per poter usufruire dei permessi

Il genitore può usufruire dei permessi se il bambino:

  • è in possesso della certificazione di disabilità grave accertata dalle Commissioni mediche ASL oppure nel caso in cui questa non sia stata ottenuta (in via provvisoria), dalla certificazione di un medico specialista nella patologia denunciata, in servizio presso l’ASL da cui è assistito l’interessato;
  • non deve essere ricoverato a tempo pieno in un istituto o in un altro centro di assistenza. Fino al compimento del terzo anno di vita del bambino disabile e in alternativa al prolungamento del congedo parentale, è possibile richiedere al datore di lavoro un permesso giornaliero retribuito di 2 ore (o di 1 ora in caso di part-time);

Questi benefici non sono riconosciuti alle lavoratrici autonome, alle lavoratrici a domicilio e a quelle domestiche. I permessi sono fruibili anche dal padre se è un lavoratore dipendente. Quando c’è la madre lavoratrice autonoma e il padre lavoratore dipendente, il beneficio può essere goduto dal padre.

 

Cosa succede dopo il terzo anno di vita del bambino disabile?

La madre o in alternativa il padre, hanno diritto a 3 giorni di permesso al mese. Questi sono anche utilizzabili in via continuativa nell’ambito del mese lavorativo ed sono coperti da contributi figurativi utili al raggiungimento delle persone.

 

I permessi giornalieri

I permessi giornalieri vengono concessi solo quando la persona disabile sia affetta da handicap grave e non sia ricoverata a tempo pieno presso ventri o istituti.

 

Chi ne ha diritto?

  • Il lavoratore padre se la moglie è casalinga o disoccupata;
  • La lavoratrice madre se il padre è lavoratore autonomo.

 

Quando il minore disabile raggiunge la maggiore età…

  • I permessi potranno essere utilizzati a condizione che la persona disabile e chi fruisce dei permessi, convivano e che ci sia assistenza continua;
  • I permessi di 3 giorni mensili possono essere concessi anche ai familiari (parenti o affini entro il terzo grado). Questo anche se il familiare non sia convivente con la persona disabile purché esso lo assista con continuità. Vengono concessi solo se non esistono altri familiari conviventi in grado di assistere la persona disabile!

 

lavoratrice disabile

Il lavoratore disabile può usufruire di altri permessi?

Si, solo se:

  • Il disabile abbia effettiva necessità di essere assistito dal familiare convivente lavoratore;
  • nel nucleo familiare non esista un altro familiare non lavoratore in grado di prestare assistenza.

Il lavoratore dipendente disabile, di cui sia stata riconosciuta una condizione di handicap grave, può godere di:

  • permessi giornalieri orari (2 ore al giorno) oppure dei permessi mensili (3g al mese) frazionabili. Essi sono retribuiti, coperti da contributi figurativi e non incidono sulla formazione delle ferie e della tredicesima mensilità.

I permessi non sono tra loro cumulabili. Il lavoratore può scegliere di utilizzare in un mese 3 giorni di permesso e nel mese successivo 2 ore giornaliere ma, non può cumulare nello stesso mese 3 giorni e 2 ore.

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