L’occupazione è uno tra gli ambiti più significativi e determinanti per il futuro dei cittadini italiani. La legge di Stabilità 2017 ha inciso su molti settori dell’economia e della società, valorizzando anche la maternità e la paternità. Una delle tematiche a riguardo è quella relativa ai congedo parentale.
 

Cos’è il congedo parentale?

Il congedo parentale è un’indennità che lo Stato riconosce e tutela affinché sia garantito il diritto del bambino ad un’adeguata assistenza, dando la possibilità ai genitori di astenersi dal lavoro secondo modalità e durate prestabilite dalla legge e dai contratti collettivi.
 

Novità 2017

  • Il congedo parentale è stato esteso fino a 12 anni di età del bambino anziché ad 8 anni e la durata complessiva del congedo resta invariata a 3 anni;
  • Estensione del congedo di paternità ai lavoratori autonomi;
  • Viene riconosciuta la facoltà di dimissioni senza preavviso alla lavoratrice madre o al lavoratore padre che fruisca o abbia fruito del congedo di paternità fino al compimento di 1 anno di età del bambino;
  • Per il figlio affetto da handicap, il padre o la madre hanno diritto a prorogare il congedo per un periodo massimo non superiore ai 3 anni, entro il compimento del dodicesimo anno di vita del bambino (e non più entro l’ottavo);
  • Se manca la previsione dei contratti collettivi, il genitore potrà scegliere tra congedo orario o giornaliero, secondo le proprie esigenze;
  • In caso di ricovero del neonato la madre può far sospendere il congedo fino al rientro del bambino a casa;
  • In caso di parto prematuro la madre può usufruire dell’astensione obbligatoria dopo il parto, anche se dovesse superare il limite dei 5 mesi previsti.

Ed infine, novità fondamentale su un tema delicato ed attualissimo…

 

famiglia con bambina

 

Come funziona in caso di adozione?

In merito all’adozione internazionale, si da la possibilità per il padre di richiedere un congedo non retribuito sebbene la madre non sia lavoratrice, in modo che entrambi possano partecipare a tutte le fasi della procedura di adozione.

Inoltre si estende il divieto di lavoro notturno anche a madri o padri adottivi o affidatari durante i primi tre anni d’ingresso del bambino nella famiglia.

…e sull’indennità di maternità

Ci sono due novità riguardanti la durata e la fruibilità:

  1. Viene estesa l’indennità di maternità anche in caso di licenziamento della lavoratrice per giusta causa;
  2. Fino a 6 anni di vita del bambino → l’indennità di maternità è fruibile dal genitore indipendentemente dal reddito;
    Fino a 8 anni di vita del bambino → l’indennità è legata al reddito del genitore.

3 Commenti

  1. Io assistente sociale per il comune di Cinisello Balsamo, mio marito carabiniere, la sua amministrazione gli dice che può usufruire di max 4 mesi di congedo parentale,volendo io usufruirne dei 6 consentiti, al fine di non superare la soglia dei 10 mesi complessivi. Nel contempo a fronte dei 30 giorni che a me verranno retribuiti, a lui ne pagano 45, buon per lui. Dove sorge il problema? Il mio comune mi dice che non possiamo beneficiare contemporaneamente del congedo parentale e che i giorni presi da mio marito vengono scalati (addirittura doppi) dai miei 6 mesi, quindi qualora lui prenda 10 giorni a me ne decurtano 20 e quindi rientro anticipato di 20 giorni. La cosa non mi convince. Ditemi voi com’é la cosa, e se avete riferimenti normativi scrivetemeli. Grazie

    • Ciao Marilena,
      Il congedo parentale spetta ai genitori naturali, che siano in costanza di rapporto di lavoro, entro i primi 12 anni di vita del bambino per un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a 10 mesi.
      Tale periodo complessivo può essere fruito dai genitori anche contemporaneamente (anche se ti hanno riferito il contrario, ma ti consiglio di rivolgerti ad un patronato per fare un calcolo piú dettagliato).

      il diritto di astenersi dal lavoro spetta:
      -alla madre lavoratrice dipendente per un periodo continuativo o frazionato di massimo sei mesi;
      -al padre lavoratore dipendente per un periodo continuativo o frazionato di massimo sei mesi;
      -al padre lavoratore dipendente, anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre (a partire dal giorno successivo al parto) e anche se la stessa non lavora;
      -al genitore solo (padre o madre) per un periodo continuativo o frazionato di massimo 10 mesi.

      Ai genitori lavoratori dipendenti spetta:
      -un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, entro i primi sei anni di età del bambino;
      -un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, dai sei anni e un giorno agli otto anni di età del bambino solo se entrambi i genitori non ne abbiano fruito nei primi sei anni o per la parte non fruita anche eccedente il periodo massimo complessivo di sei mesi;
      -nessuna indennità dagli otto anni e un giorno ai 12 anni di età del bambino.

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