Quando mi è stato chiesto di scrivere un articolo che parlasse di me mi sono sentita molto lusingata per essere riuscita nel mio semplice intento: trasmettere la profonda passione per il mio lavoro tanto da aver fatto credere di poter essere uno stimolo per altri colleghi.

Sono prima di tutto una donna, moglie, madre, lavoratrice con una profonda passione per la vita e che ha avuto la fortuna di scegliere il percorso di studi giusto e poi la forza di canalizzare tutte le energie nella realizzazione di una carriera in salita ma piena di soddisfazioni.

Ma proviamo ad andare con ordine.

ballerinaStudi scientifici e parallelamente una vita sociale pomeridiana molto intensa tra lezioni di danza e momenti di vita oratoriana, volontariato ed impegni sociali. Una volta capito che non sarei mai stata una ballerina professionista ho iniziato ad osservare la realtà circostante con occhi critici accorgendomi che le cose non funzionavano se non con la buona volontà delle persone e che se volevo fare, con i bambini e ragazzi del mio paese qualcosa, di costruttivo era necessario progettare e trovare risorse per realizzare delle attività.

Forse questo spirito imprenditoriale l’ho sempre avuto nel sangue perché ereditato dalla mia famiglia e quindi non ho mai avuto paura ad assumermi dei rischi, anzi, devo dire che talvolta sono io ad andare a cercarli.

bivioDeluse le aspettative familiari di non portare avanti l’attività, ho deciso di non proseguire con gli studi scientifici. Ho quindi esaminato bene sulla carta i contenuti della laurea in scienze dell’educazione e quella in servizio sociale (che nel 1999 era ancora diploma), ho chiesto a studenti frequentanti i corsi, quanta attinenza ci fosse tra quanto presentato e quanto realmente in essere e, infine, a professionisti come riuscivano a mettere in pratica quanto in università appreso. Messo a fuoco tutto questo con quello che io ero allora e quello che avrei voluto essere e fare ho deciso quale strada intraprendere.

Sono stati tre anni meravigliosi dove ho appreso molto, mi sono interrogata attraverso i tirocini per cercare la mia specializzazione perché sin da subito avevo capito che dovevo incanalare quel sapere in azioni precise. Ho sempre creduto, e tuttora cerco di insistere nel far capire, che non si può sapere tutto e tanto meno fare qualsiasi cosa il mercato ci propone pur di lavorare. Si deve sapere il più possibile di quello che si fa e lo si deve fare nel migliore dei modi.

Se acquisiamo consapevolezza di chi siamo e di quello che vogliamo fare allora siamo capaci di proporci e di renderci credibili.

Nel 2002 mi laureo in Servizio Sociale, subito esame di stato per paura di lasciare andare tutto quel sapere, e poi il dubbio: a quale laurea specialistica accedere? Troppe domande e nessuna rispondeva al mio bisogno. Così partecipo ad un bando del FSE, lo vinco e parto per Londra. Dopo un’esperienza di un anno e mezzo nel mio settore in terra londinese, torno e mi inscrivo sempre in Cattolica al corso di “Politiche sociali e gestione dei Servizi alla persona: il management dei Servizi” e nel 2005 conseguo una laurea con lode.

mediazionePer il mio bisogno di conoscere e approfondire studio parallelamente anche per divenire mediatrice e nel 2004 ottengo la qualifica di mediatore familiare esperto in situazioni di separazione e divorzio (Associazione GeA – Genitori Ancora, Milano). Il focus dei miei studi è sempre stato l’ambito minorile e quanto lo circonda: la genitorialità, la gestione della conflittualità, il contesto giuridico in cui si snodano le vicende familiari.

Inizio la mia collaborazione in una Tutela Minorile e ho la certezza che quella è la mia strada. Chi lavora in questo ambito conosce i ritmi, i tempi, la modalità di gestione delle emergenze, la qualità ed i contenuti per la stesura delle relazioni, gli strumenti per comunicare. In me comincia a prendere piede il desiderio di occuparmi di famiglia e minori anche in un contesto libero dalla coercizione giuridica.

Con due colleghe mediatrici e con studi universitari diversi dal mio fondiamo una associazione non-profit (Associazione In-Con-Tra) occupandoci di genitorialità e di sostegno a quelle normali situazioni che talvolta diventano di difficile gestione.

E’ da qui che la mia attività di assistente sociale libera professionista inizia a prendere forma: colloqui sociali, progettazione, partecipazione a bandi, fund raising. Ma arrivano continue richieste da parte di Tutele Minorili e così l’Associazione rimane per me un’attività nella quale apportare poche delle mie energie, se non affiancare le colleghe e supportarle in processi decisionali e con il tempo rimango socia ma non più operativa.

Infatti, dal 2008 al 2016 lavoro a tempo indeterminato in Sercop occupandomi di indagini ed allontanamenti per le Autorità Minorile/Ordinaria: questo è il mio campo, quello che sento nelle viscere, quello che credo di saper fare perché lì ho ben concentrato tutti i miei sforzi, i miei studi, approfondimenti continui, senza sosta (se non per le due gravidanze), senza paura di apportare cambiamenti, senza dimenticare quella che io sono, l’etica e la deontologia, senza mai scendere a compromessi.

Ad un certo punto, e con tanto supporto, il desiderio che avevo accantonato di occuparmi delle persone in maniera diversa da quanto avevo la possibilità di fare comincia ad essere predominante nei miei pensieri e le richieste di trovare compromessi in aumento, quindi era giunto il momento di fare una scelta. Mi licenzio portando con me un bagaglio capiente di esperienza e relazioni significative.

servizio sociale

Tutti, tanto di più se in difficoltà, hanno il diritto ad essere aiutati nel momento che il loro disagio si manifesta, senza liste di attesa e con la possibilità di scegliere anche da chi essere seguite.

Volevo sentirmi libera di mettere in circolo la mia professionalità, perché non ci si improvvisa esperti dell’aiuto senza tanto studio ed esperienza, con il coraggio di esplorare nuove sentieri, collaborazioni e strategie di intervento tenendo conto del singolo e del suo sistema relazionale.

Incontro ora persone che non lamentano di essere in attesa di essere richiamate da un professionista che hanno cercato giorni e giorni addietro, che affermano di conoscere il mio nome e la mia storia professionale, che non c’è burocrazia da compilare prima di essere ascoltati, di non essere sfiduciati verso l’operato del Settore pubblico se adeguatamente monitorato, di sentirsi visti e considerati non sentendosi più come cartelle su una scrivania.

Ho capito che le persone vogliono un aiuto competente e sono disposte a pagarlo pur di essere supportate nell’affronto delle loro difficoltà.

Chi ora incontro nel mio studio ha la possibilità di scegliermi capendo chi sono e cosa faccio (e le modalità per avere queste informazioni in questa era così tecnologica sono accessibili ormai a molti), può parlare inglese in quanto è una lingua che conosco bene, ha un appuntamento in tempi brevi, firma con me un contratto che definisce le modalità di lavoro ed il costo delle prestazioni, comprende che il senso di avere dei prezzi accessibili è per permettere un aiuto possibile alla maggior parte delle persone e, sarà banale, ma non rispondo mai al telefono lungo i colloqui.

Chi viene nel mio studio?

  • Singoli, coppie, membri di un nucleo familiare:
    • per chiedermi se l’iter che colleghi di altre Tutele Minori stanno seguendo è corretto e nel caso essere sostenuti e affiancati lungo questo percorso;
    • per comprendere i provvedimenti delle Autorità giudiziaria Minorile e/o Ordinaria e capire come attuarli;
    • per svolgere indagini;
    • per confrontarsi e decidere se separarsi e come;
    • per intraprendere un percorso di mediazione familiare;
    • per intraprendere un percorso di coordinazione genitoriale;
    • per sapere se c’è un Servizio sul Territorio che può rispondere al loro bisogno;
    • per conoscere come avere un professionista al domicilio per gestire la relazione con i propri figli, individuarlo e monitorarne il percorso;
    • per capire come intraprendere un percorso di diagnosi e/o affronto dei disturbi scolastici e/comportamentali.
  • Avvocati, psicologi, assistenti sociali e altri professionisti del settore per lavorare in maniera integrata nella risoluzione di una situazione:
    • collaboro con psicologi che mi chiedono di occuparmi del sostegno alla genitorialità o meglio come piace a me chiamarlo del “supporto alle competenze genitoriali”;
    • collaboro con legali per svolgere indagini e aiutare i loro clienti a comprendere procedimenti in essere e collaborare con i Servizi territoriali che li hanno in carico;
    • collaboro con professionisti che si rivolgono a me per chiedermi se la situazione che hanno in carico sia da segnalare all’Autorità competente, come redigere la relazione di segnalazione e nel caso quali altri interventi mettere prima in atto al fine di proporre opportune conclusioni;
    • supervisione ad assistenti sociali su singoli casi e nello specifico sull’iter valutativo (valutare non è giudicare, i nostri utenti spesso non lo hanno chiaro quindi è opportuno non creare fraintendimenti e conoscere le prassi, le fasi, i contenuti, le modalità comunicative, i tipi di valutazione, le competenze e come giungere ad opportune conclusioni).
  • Insegnati e personale educativo scolastico dove attraverso corsi di formazione apprendono a collaborare con i Servizi del territorio; a conoscere le responsabilità giuridiche nell’esercizio del loro ruolo; come si tutela un minore, quali sono i segnali di potenziale pregiudizio, come valutarli e comunicarli.
  • Future mamme, neo mamme e mamme esperte che incontro a cadenza settimanale in piccoli gruppi lungo “I caffè delle mamme” dove ci si confronta e si affrontano i dubbi, le paure comuni per trovare risorse, energie e strategie utili.

Quello che cerco sempre di fare è identificare il bisogno di ognuno, rispondere alle domande, evidenziare le risorse presenti, dare uno strumento per permettere così alla persona di farcela con le proprie competenze, lasciandola libera di tornare ogni qual volta ne sentirà il bisogno.

team workIncontro persone con storie complicate ma la rete professionale che mi circonda mi permette di affrontare le criticità offrendo un intervento possibile e mirato, tanto che con gennaio darò il via dopo un anno di proficue collaborazioni ad uno studio associato composto da me e quattro psicoterapeute, all’interno avremo come consulenti anche un avvocato esperto in diritto di famiglia e minorile, un neuropsichiatra ed un logopedista.

Mantenete aperto quel “tubicino” tra cervello e cuore che vi porta ad affrontare le situazioni con empatia senza però cadere nell’assistenzialismo e siate fedeli a metodi e tecniche senza essere teorici e razionali.

Il mio consiglio…

In conclusione ascoltatevi, vuol dire andare anche contro le aspettative di molti; mettetevi in discussione perché non siano molte le mattine storte in cui vi chiederete perché lo state facendo. Non si può essere di aiuto a nessuno se non si ha la certezza in quello che si sta facendo, le persone quando ci guardano negli occhi sono in grado di cogliere anche quanto noi non crediamo di passare. E soprattutto ricordatevi che anche se sono utenti e quindi non hanno possibilità di scegliervi hanno il diritto di trovare l’aiuto migliore!

9 Commenti

  1. Esperienza di vita e di lavoro davvero interessanti.
    Un modo diverso e positivo di vedere la figura di un assiste sociale..
    Buon lavoro.

    • Grazie! Credo che la novità stia nel fatto che se ne parli non in maniera dispregiativa e soprattutto da chi fa. Spesso invece la cronaca parla di situazioni spiacevoli, che ci sono, ma in maniera errata e questo serve a gettare fango e soprattutto non aiuta nessuno: ne chi presta aiuto e tanto meno chi lo riceve.

  2. Per la prima volta leggo di un blog a carattere sociale stretto…. che abbraccia le professioni di aiuto tutte … i miei complimenti.
    Io sono di napoli assistente sociale dal 1999 iscritta all ordine… da allora…110 e lode.
    non esercito per varie vicissitudini il mio lavoro … ma ora mi okkupo di bambini con disabilita’ per diversi progetti.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.