“È come una malattia grave, una dipendenza che non riesci a fermare; più cerchi di allontanarti, più ti avvicini come un gioco perverso che non lascia scampo.”

Il 50% degli italiani tra i 15 e i 64 anni si è fatto tentare almeno una volta dai giochi legali; molti preferiscono puntare sul mercato illegale con la speranza di ottenere maggiori guadagni.

Si tratta di un’illusione che porta allo stato di sottomissione causata da quella che si trasforma in una vera e propria patologia che spesso ha effetti devastanti anche nei rapporti interpersonali, tra parenti e amici.

 

 

Il disturbo del controllo degli impulsi

  • L’oggetto della dipendenza è un comportamento socialmente accettato come lecito;
  • Crea un disordine progressivo, cronico e recidivante caratterizzato dalla perdita di controllo sul comportamento e sull’attività;
  • Si ripercuote sull’intero funzionamento della vita dell’individuo, provocando una condizione di sofferenza estesa anche al suo contesto familiare e sociale;
  • Sintomi di astinenza:
    1. alterazione del tono dell’umore
    2. agitazione psicomotoria
    3. ansia
    4. pensiero ossessivo
    5. fantasie o sogni inerenti l’oggetto

Bisogna fare distinzione tra giocatori d’azzardo e giocatori patologici: i primi rientrano tra le persone che ritengono il gioco come un passatempo piacevole; quando invece si passa dal gioco occasionale, al gioco compulsivo, il gioco d’azzardo si configura come un problema caratterizzato da una graduale perdita delle capacità di autolimitare il proprio comportamento di gioco che finisce per occupare la quotidianità e fare del gioco uno stile di vita.

 

Il giocatore patologico: GAP (Gioco d’Azzardo Patologico)

La persona veramente dipendente ha l’impulso per il gioco irrefrenabile e incontrollabile, accompagnata da una forte tensione emotiva e perdita di lucidità.

Lo stato mentale di un giocatore patologico è diverso da quello di un giocatore assiduo non patologico, in quanto la dimensione del gioco è ribaltata in un comportamento distruttivo che è alimentato da altre problematiche psichiche. Talvolta questa condizione della mente è favorita da un reale consumo di alcolici o di altre sostanze, associato al gioco, che alimenta la perdita di controllo della propria condotta.

 

In psichiatria, il gioco d’azzardo patologico viene siglato GAP

Il GAP è caratterizzato dal “comportamento persistente, ricorrente e disadattivo di gioco d’azzardo” che è in grado di avere delle pesanti ricadute negative sulla vita personale, sociale e lavorativa del giocatore.

 

Quali sono i segnali di dipendenza dal gioco?

  • Bisogno di aumentare la quantità di denaro con cui si gioca per raggiungere livelli di eccitazione desiderati;
  • Eccessivo assorbimento in attività dirette o indirette (pensieri su come procurarsi il denaro) legate al gioco d’azzardo;
  • Tentativi ripetuti ma senza esito di interrompere, ridurre o controllare il proprio comportamento di gioco d’azzardo;
  • Tendenze ad utilizzare il ricorso al gioco d’azzardo per ridurre stati affettivi negativi (depressione, colpa, impotenza) o per fuggire da problemi;
  • Tendenza a ritornare al gioco per rifarsi delle perdite precedenti;
  • Propensione a mentire sul proprio comportamento di gioco;
  • Ricorso a comportamenti illegali (furto, frodi, falsificazioni);
  • Richiesta ad altri di denaro necessario per rimediare alla propria situazione finanziaria più o meno disperata a causa dei debiti di gioco.

 

Fattori di rischio del gioco

I giochi che sembrano predisporre al rischio sono quelli che offrono maggiore vicinanza spazio temporale tra scommessa e premio (slot-machines, giochi da casinò, videopoker e Bingo).

Ma, quali sono le fasce più a rischio?

  • Donne: casalinghe e lavoratrici autonome dai 40 ai 50 anni;
  • Uomini: disoccupati o lavoratori autonomi che hanno un frequente contatto con denaro o con la vendita ed un’età intorno ai 40 anni.

 

Programmi di intervento

  • Comunità di recupero.
  • Partecipazione dei giocatori a gruppi di auto-aiuto per Giocatori Anonimi che si basa sull’analisi delle tecniche di autoinganno comuni che spesso vengono osservate nei racconti degli altri che rispecchiano i propri pensieri.
  • Cura e riabilitazione presso i SerD, servizio per le dipendenze patologiche.

 

Per concludere

Lo scopo è andare verso l’uscita dal problema, riconoscerlo, condividerlo fino ad arrivare all’abbandono, lasciando intravedere la possibilità di modificare, oltre che il comportamento di gioco, il substrato cognitivo fatto di pensieri legati all’idea che prima o poi arriverà il giorno in cui il gioco potrà cambiare la propria vita risolvendo i propri problemi.

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