“Iscrivere il proprio figlio ad un Gruppo di Parola è per lui un’opportunità per vivere meglio le trasformazioni che attraversano la famiglia” .

Marie Simon

 

Nasce a Bari grazie all’Associazione Officina dei Legami, e in altre città di provincia, una nuova realtà sociale che guarda ai bisogni di bambini e ragazzi che vivono l’esperienza della separazione dei genitori.

Quando una coppia attraversa l’esperienza della rottura del patto coniugale, i due coniugi vivono emozioni e sentimenti molto diversi, caratterizzati spesso da sgomento, paura, rassegnazione, colpa, rabbia, rancore. Il senso di tradimento e di fallimento del progetto di coppia, così come la sensazione di solitudine, di abbandono e di fragilità sono gli aspetti che maggiormente pervadono un uomo e una donna che si stanno separando o si sono separati da poco tempo. In tale contesto, i figli, oltre a non avere ovviamente alcun potere decisionale in merito alla scelta della separazione, vengono sballottati tra gli umori altalenanti di due persone adulte che improvvisamente perdono alcune coordinate personali e non sanno più guidare fermamente i propri bambini. Gli adulti, infatti, nella separazione, tendono ad amplificare lo spazio e il tempo di ascolto del proprio personale dolore, rimanendo solo parzialmente in grado di percepire e accogliere le necessità dei figli. Questa auto-centratura implica quindi un parziale disinvestimento rispetto al ruolo genitoriale che invece è necessario mantenere, nonostante l’interruzione del patto coniugale.

Il bambino è spesso dimenticato, talvolta negato. Nei casi di separazione molto conflittuale, l’infanzia e l’adolescenza vengono segnate da esperienze molto tristi e destabilizzanti. I figli, durante e dopo la separazione, hanno bisogno di essere informati, ascoltati e rassicurati; soprattutto hanno bisogno di poter esprimere le proprie emozioni.

 

I GRUPPI DI PAROLA

UN’OPPORTUNITA’ PER VIVERE AL MEGLIO LE TRASFORMAZIONI CHE ATTRAVERSANO LA FAMIGLIA

I Gruppi di Parola per figli di genitori separati costituiscono uno strumento di prevenzione del disagio dei bambini di fronte alla separazione.

Si tratta di uno spazio di ascolto e di confronto, in cui essi possono raccontarsi reciprocamente le esperienze personali legate alla vicenda separativa della propria famiglia, alla ricerca di soluzioni pratiche o di maggiori chiarimenti.

Vediamo nello specifico di rispondere alla domanda che cosa è un Gruppo di Parola. Il Gruppo di Parola è:

  • uno spazio accogliente e neutrale, dove non si giudicano né il bambino, né i genitori che hanno scelto di separarsi.
  • uno spazio di ascolto, sostegno e confronto dove si può parlare di cosa è successo.
  • uno spazio di conoscenza e consapevolizzazione, all’interno del quale ci si sente meno soli e diversi, meno confusi e preoccupati.
  • uno spazio di riflessione su cosa possono fare i bambini, o meglio non fare, di fronte alle decisioni degli adulti.
  • uno spazio di comunicazione, per imparare a parlare con i propri genitori.

 

Il conduttore dei Gruppi di Parola è un operatore esperto di relazioni che interviene facilitando la discussione tra i bambini, rimandando al Gruppo stesso l’autonomia rispetto all’emergere di sensazioni, emozioni e riflessioni legate alla separazione dei genitori. Gli obiettivi sono quelli di far sperimentare ai bambini il senso di appartenenza, alla ricerca comune di significati condivisi rispetto alla separazione e di permettere loro di recuperare fiducia in sé, nei genitori, nella storia e nel futuro della propria famiglia. Questo modello di prevenzione del disagio e di cura e ascolto dei più piccoli ha origini francesi, grazie all’opera di Madame Marie Simon oggi è una realtà in numerosi contesti nazionali ed internazionali. È stato dimostrato largamente quanto, ponendo i bambini/ragazzi in una posizione centrata in cui è possibile comprendere l’evento della crisi, della separazione e della trasformazione, si ottengano buoni risultati sulla psiche e sulla conduzione di uno stile di vita adatto all’età di ciascun bambino.

Tutti i bambini hanno il diritto alla ‘leggerezza’, a comprendere che certi eventi, seppur non dipesi da loro, hanno delle risonanze sulla loro vita e, per tale ragione, necessitano di una ‘spiegazione’ nonché comprensione.

Siamo fiduciosi che questa nuova realtà possa prendere sempre più piede sul nostro territorio poiché si instaura come opportunità non solo per bambini e ragazzi ma, soprattutto per tutte le famiglie che possono ritrovarsi a vivere, a volte, situazioni di crisi.

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