Il coaching è quel processo di sviluppo delle capacità, risorse e competenze di una persona o un gruppo,  gestito da un professionista qualificato, attraverso l’individuazione degli ambiti di potenziale crescita e la definizione di un programma finalizzato al raggiungimento di obiettivi personali o professionali.

La definizione di per sé rimanda immediatamente all’immagine delle aziende o dello sport, in cui il coaching è effettivamente utilizzato e diffuso da tempo, tuttavia il metodo del coaching può essere applicato ad ogni sfera della propria vita per migliorarne alcune parti. Si parla a tal proposito di Life Coaching.

Questa visione di coaching umanistico prevede un lavoro ACCANTO alle PERSONE per sviluppare le loro potenzialità, acquisire consapevolezza di sé ed elaborare, costruire e raggiungere obiettivi, andando a potenziare le parti migliori di ognuno. Il coaching sposta il focus dal problema alle risorse e trasforma pensieri e desideri in azioni concrete.

Il principio del coaching è che: chiunque è capace di definire se stesso e di Intraprendere azioni per sé.

Per queste ragioni, il coaching è un metodo efficace anche nel lavoro sociale, e molti assistenti sociali studiano e utilizzano questo metodo nel lavoro con le persone che si trovano ad affrontare un cambiamento importante, una difficoltà, o con le famiglie, i gruppi e le organizzazioni.

Chi è il coach?

Il coach è colui che accompagna la persona durante il percorso, aiutandola ad andare dal punto in cui è a quello in cui vuole arrivare.

E’ un professionista adeguatamente formato sul metodo del coaching, che accompagna la persona senza mai sostituirsi ad essa. Alla base del rapporto di fiducia che intercorre tra il coach e la persona, c’è un “contratto” ovvero un impegno reciproco finalizzato a raggiungere insieme i risultati desiderati. Il coach accompagna le persone nel percorso analizzando le potenzialità, i desideri, gli ostacoli e i facilitatori per il raggiungimento degli obiettivi di vita che ognuno ha. Il coaching è per sua natura co-attivo, ovvero crede fermamente che la persona abbia in sè tutte le capacità di dare senso e forma alla propria vita. Il compito del coach è quello di accompagnare la persona, attraverso un uso delle domande sapiente e non casuale, ad individuare le proprie e a riattivare tutto quel potenziale personale e professionale che è vivo in ognuno (e che forse a volte non riusciamo a vedere).

Le fasi del percorso di coaching

Il percorso di coaching si articola in alcune fasi consequenziali che partono dalla lettura chiara e concreta del PRESENTE PERCEPITO, ovvero della situazione attuale.  Il coaching infatti non guarda al passato, ma si concentra nel qui ed ora per poi proiettarsi al futuro.

La seconda fase del coaching è quella di definizione del FUTURO DESIDERATO, è un vero e proprio viaggio nel futuro, in cui la persona è chiamata a definire e nominare ciò che vorrebbe diventare, senza se e senza ma. In questa fase non si guarda a ciò che è possibile o impossibile, ma solo a ciò che si desidera.

Successivamente si prende in esame quanto emerso, cosa rientra o meno nella sfera di potere di ognuno, e si individua ciò su cui la persona vuole lavorare e quali sono le sue potenzialità. Si procede così alla DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI. Definire un obiettivo non è facile come sembra, poiché un obiettivo realizzabile e attuabile, che porti effettivamente la persona a raggiungere i risultati desiderati, ha molte caratteristiche e deve essere specifico e dettagliato. Nel coaching si parla di obiettivo SMARTER, ovvero con caratteristiche che siano: specifiche, misurabili, attuabili, rilevanti, temporali, ecologiche e registarte.

Dopo aver definito con la persona il suo obiettivo si procede con la definizione del PIANO DI AZIONE ovvero tutte quelle attività concrete che portano al raggiungimento degli obiettivi definiti dalla persona.

Periodicamente, nei tempi concordati con la persona, e a  fine percorso, c’è poi la fase di MONITORAGGIO dei risultati attraverso fasi di report e di restituzione di feedback. E’ questa una fase molto importante perché consente di modificare alcuni dettagli del piano di azione e “aggiustare il tiro” laddove la persona incontri difficoltà e arrivare al successo del percorso.

Questo è l’ordine in cui si procede solitamente in un percorso di coaching. Le fasi possono essere interscambiabili a seconda delle caratteristiche della persona che si ha davanti. Sta all’abilità del coach capire se e quando la persona non riesce a stare dentro ad una determinata fase e quindi procedere in maniera inversa per arrivarci dopo, seguendo altre vie del percorso.

Capita spesso, soprattutto quando si utilizza il metodo del coaching in contesti sociali particolari, che le persone per via del proprio vissuto e della situazione che stanno vivendo, possano faticare ad immaginarsi un futuro desiderato. In tal caso è preferibile restringere il cerchio e partire dall’obiettivo o addirittura dalle azioni concrete per poi allargare il cerchio durante il percorso.

Proprio per la sua duttilità e per il suo vestire gli abiti di ognuno secondo i suoi desideri, guardando al futuro e non al passato, il coaching può essere applicato a qualunque ambito del lavoro sociale, dalla devianza all’immigrazione, dalle organizzazioni alla famiglia, dagli anziani agli adolescenti.

Il coaching e counseling, quali differenze?

Counseling e il Coaching vengono spesso scambiati per via delle analogie che caratterizzano i due approcci. In realtà questi si differenziano per i campi di applicazione e per le tecniche utilizzate.

ll Counseling ha lo scopo di aiutare la persona a individuare nuove possibilità rispetto a disagi emotivi, situazioni complesse, relazioni in crisi, momenti di crescita e di cambiamento, scelte da compiere.

Il Coaching invece aiuta a sviluppare caratteristiche e competenze personali, liberando potenzialità e creatività  così da portare la persona a raggiungere i propri obiettivi, oltre che di riduzione dello stress. Il coaching quindi si focalizza maggiormente sulle azioni, gli obiettivi, il rendimento, le soluzioni, le strategie, i risultati, accompagnando la persona a raggiungere i desideri prefissati e ad essere completa protagonista della propria vita.

Quando rivolgersi ad un coach?

Il coaching è un metodo funzionale a molti aspetti della vita personale e familiare. Interviene laddove la persona è difficoltà in passaggi cruciali della propria vita, se si vive una crisi organizzativa o di gestione del tempo e dello stress, se si hanno desideri e obiettivi da realizzare e si vuole trovare la giusta spinta per potenziare le proprie risorse, se ci si vuole liberare da relazioni che non rendono più felici, se si vuole lasciare andare abitudini poco salutari o disfunzionali, se si desidera prendersi cura di se e migliorare la propria autostima, se si vuole apportare cambiamenti in alcuni ambiti della vita o migliorarli, se si vuole cercare nuove possibilità iniziando a guardare la realtà da diversi punti di vista, se si sente di voler prendere decisioni personali, lavorative o familiari importanti.

Il modello umanistico del coaching è utilizzato anche con quelle famiglie che hanno bisogno di ri-organizzare il proprio menage familiare alla luce di cambiamenti e/o conflitti oppure con persone che stanno vivendo situazioni particolari e necessitano di una ri- attivazione delle proprie risorse, come ad esempio persone detenute o ex detenute, persone che stanno affrontando un percorso di recupero dalla dipendenza, persone ricoverate in cliniche per la riabilitazione dopo un trauma, persone con disabilità acquisita o disturbi del comportamento alimentare, persone migranti, ecc…

Perché affidarsi a un coach?

Perché il coach allena la persona all’interno del suo contesto di vita. Aiuta a scoprire e valorizzare i talenti che ognuno già possiede, e a farli brillare nella sua vita.
L’importante è che la persona ci metta tutta la voglia di luccicare e l’impegno per farcela. Al resto ci pensa il coach!

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