Come assistenti sociali e professionisti dell’aiuto non siamo stati abituati ad osservare le emozioni che proviamo, abbiamo piuttosto imparato a nasconderle il più possibile differenziando i comportamenti personali da quelli professionali.

È giusto che ciò avvenga in una pratica professionale che ha spesso luogo in contesti di elevata emotività?

Gli operatori impegnati nelle professioni d’aiuto vivono spesso in modo molto coinvolgente il rapporto con le persone con cui lavorano. Negare quello che il nostro corpo e le nostre emozioni ci trasmettono è elemento di stress, elemento che non incide solo sul nostro equilibrio mentale e fisico ma soprattutto sui nostri comportamenti professionali. La base delle conoscenze che si possono apprendere a livello accademico dà agli operatori una base per comprendere e agire a una determinata situazione. Il resto però comprende le complessità imprevedibili di ogni situazione o relazione, che non possono essere comprese completamente attraverso una base di conoscenze.

Il problema sempre più comune purtroppo è che nel lavoro sociale la relazione viene messa da parte per fare spazio all’assistenzialismo. È per questo che occorre fare una riflessione utilizzando il concetto dell’intelligenza emotiva come risorsa per richiamare l’importanza delle abilità relazionali. Il servizio sociale, non deve ignorare il ruolo delle emozioni, deve inserirle nel profilo professionale riconoscendole come risorse per l’agire quotidiano.

 

L’intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva ci permette di pensare alle emozioni come importanti risorse di sostegno e di orientamento del nostro comportamento e pensiero. L’attitudine emozionale determina quanto bene riusciamo a servirci delle nostre capacità e qualità; coloro che non riescono ad esercitare un certo controllo sulla propria vita emotiva, finiscono per condizionare negativamente il loro comportamento e pensiero sia nelle relazioni private che lavorative.

È definita come la capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire le emozioni. Il concetto racchiude molti aspetti, abilità e capacità; quelli più significativi per il lavoro sociale sono:

La consapevolezza

ConsapevolezzaÈ intesa come una continua attenzione verso i propri stati interiori, un’attenzione diretta ad osservare, studiare e controllare la propria esperienza emozionale. È una risorsa molto importante poiché comporta una migliore capacità di riconoscere e denominare le emozioni, di conseguenza rende gli scambi emozionali nella relazione con gli altri individui più costruttivi.

Il controllo delle emozioni

EmozioniPercepiamo spesso le emozioni come “imposizioni” e tendiamo a sopprimerle ed ignorarle. La capacità di controllo non ci permette di evitare l’emozione ma piuttosto ci permette di arrivare ad avere il giusto equilibrio. Quando le emozioni sono troppo tenui, si crea un senso d’indifferenza e distacco nella relazione mentre quando sfuggono al controllo diventano estreme e persistenti, è tramite l’equilibro che si ritrova il benessere.

L’automotivazione

MotivazioneLe emozioni intralciano o potenziano la nostra capacità di pensiero, di fare progetti, di risolvere problemi e di raggiungere obiettivi. I sentimenti di motivazione, entusiasmo e piacere spingono invece verso la realizzazione, aumentando la capacità di pensiero flessibile consentendo di raggiungere livelli di complessità maggiori semplificando la risoluzione dei problemi.

L’empatia

Empatia

È la chiave di lettura dei rapporti umani e costituisce uno dei processi più importanti per regolare le relazioni sociali, la comunicazione e lo scambio interpersonale. Nel lavoro sociale rappresenta la capacità di avere relazioni orientate all’incontro, alla disponibilità, all’aiuto, alla comprensione e all’ascolto attivo.

 

Sappiamo bene che la gestione efficace di una relazione d’aiuto si ottiene attraverso la comunicazione, l’ascolto attivo e il coinvolgimento dell’utente dalla definizione fino al raggiungimento degli obiettivi. Potremmo iniziare ad aggiungere l’intelligenza emotiva come risorsa capace di migliorare il nostro benessere ed influire positivamente sulla capacità di risolvere problemi, prendere decisioni e di fronteggiare le difficoltà in contesti di elevata emotività.
Le emozioni che proveremo potranno confonderci, sorprenderci, entusiasmarci, siamo noi che decideremo se ignorarle oppure di utilizzarle come vere risorse.

Dott.ssa Maddalena Scognamiglio

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