Cercare lavoro e trovare offerte attinenti al proprio percorso di studio non è mai semplice, o almeno per me, “terrona”, non lo è stato fino a quando non ho deciso di trasferirmi al nord.
Sin da piccola sono interessata al mondo sociale ma al sud nessuno mi dava la possibilità di farlo.

Stanca di questa situazione, dopo aver inviato decine e decine di candidature senza mai ricevere una risposta ho preparato le valigie e sono partita. Non è mai bello lasciare il proprio paese per trovare fortuna altrove, e un giorno spero di ritornarci. Qui a Milano, con tanta amarezza, ho scoperto un mondo nuovo, c’è lavoro e ci sono molti servizi, e a quelli che dicono “è sbagliato lasciare il proprio paese” io rispondo che non mi sarei mai accontentata di un lavoro qualsiasi dopo aver trascorso anni sui libri.

Per la mia esperienza posso dirti, prepara le valigie, viaggia per crescere professionalmente, impara nuove cose, costruisciti un curriculum e magari un giorno torna alle tue origini.

Pubblico o privato?

Per un assistente sociale ci sono due opportunità, lavorare nel pubblico o lavorare nel privato sociale.
Chi vuol lavorare nel settore pubblico come il Comune (il cosiddetto “posto fisso”), deve superare un concorso, o almeno posizionarsi in un posto utile in graduatoria. I bandi dei concorsi pubblici vengono pubblicati sulla gazzetta ufficiale oppure li puoi trovare digitando “concorsi per assistenti sociali” su qualsiasi motore di ricerca.

Se invece preferisci una strada più semplice, l’alternativa è lavorare nel privato sociale, cooperative, fondazioni, associazioni o strutture convenzionate con gli enti pubblici.
Come ultima strada, l’assistente sociale può anche lavorare come libero professionista e, ti posso assicurare che qui dove sono io, in Lombardia, questa figura è molto diffusa.

Inoltre, in molte realtà un assistente sociale assunta da una cooperativa può prestare servizio in un ente pubblico.

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Lavorare in Lombardia

In Lombardia, ma anche in altre regioni di Italia, la figura dell’assistente sociale viene inserita presso un ente pubblico principalmente attraverso cooperative. Questo è possibile perché il terzo settore “subentra” tramite partecipazione a bandi, progetti ad esempio per supporto e rafforzamento dei servizi, segretariato sociale, tutela minori, indagini sociali ecc.
Inoltre, con l’avvento dei servizi come Reddito di Inclusione sono state molte le figure di assistenti sociali assunte per l’attuazione del progetto personalizzato come previsto dal decreto 147…anche se a dir la verità ci vorrebbero molti più assistenti sociali per garantire al meglio questi servizi, e chissà con il nuovo reddito di cittadinanza.

Ma è vero che le cooperative non pagano?

Assolutamente no, almeno qui nel settentrione.
I contratti offerti dalle cooperative di solito sono a tempo determinato/indeterminato con tempo pieno o parziale, categoria D2 del CCNL delle cooperative sociali.
Ad oggi, come da CCNL, la retribuzione corrisponde a 1504,67 euro lordi mensili.
Per alcune coop invece lo stipendio è dato dal numero di ore lavorate (ovviamente le ferie e le malattie sono retribuite) e per un tempo pieno di 38 ore settimanali si può guadagnare intorno ai 1200-1400€ netti.

Offerte di lavoro

Nel privato, le offerte di lavoro vengono pubblicate direttamente sul sito della struttura, nella sezione lavora con noi, o tramite le agenzie interinali, nella pagina degli ordini regionali degli assistenti sociali (ordine della Lombardia: sportello lavoro), o sui siti come Indeed dove si possono visualizzare le varie offerte ma anche caricare il proprio cv.

A tal proposito un sito che ritengo molto utile è Coopmatch, ti permette di creare un tuo CV e puoi consultare tutti gli annunci che potrebbero interessarti. Per candidati a una posizione ti basta un click e il tuo CV verrà visualizzato dalla struttura che cerca personale.
Molte cooperative utilizzano questo sito e nelle loro sezioni “lavora con noi”, trovi il collegamento direttamente alla pagina di coopmatch.

Il mio consiglio

Andare via, iniziare una nuova vita lontani dalla propria zona di comfort può essere difficile e costoso economicamente. Si sa che al Nord c’è molta più offerta di lavoro, si guadagna bene, ma di pari passo si spende anche parecchio. Per farvi un esempio, qui a Milano (cuore pulsate dell’economia italiana) c’è da considerare che una camera in affitto costa circa 450€ al mese.
Tuttavia hai possibilità di “sceglierti” il lavoro che più ti piace, cosa che in altri paese è utopia.

Ma vi assicuro che lavorare nel nostro campo dopo anni di sacrifici ripaga. Non voglio convincervi a lasciare la vostra Terra, anche perché io stessa spero di poter tornare un giorno ma vi consiglio di partire, di mettervi in gioco, di conoscere e informarvi sulla professione. Posso assicurarvi che ho imparato tanto, ho scoperto servizi nuovi, sostegni, progetti, e tanto ho ancora da imparare.

Buona fortuna:)

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