Ho conosciuto Chiara Leoni, per la prima volta, qualche giorno prima della partenza verso “il sogno spagnolo” (ad ognuno il proprio sogno!).

Mi è bastato digitare su Google: “come convertire il titolo di assistente sociale in Spagna?”, che de repente ecco apparire un blog interattivo dove scopro di non essere l’unica italiana disperata in cerca di risposte. Sinceramente non avrei mai pensato di incontrare un blog che potesse chiarire in modo puntuale e preciso i miei dubbi e, tanto meno, che potesse essere scritto da un profilo molto affine al mio.

Chiara, infatti, è una assistente sociale, mediatrice familiare e psicologa italiana che da ben 8 anni vive a Barcellona. Si è laureata come assistente sociale in Italia nel ’96; successivamente continua i suoi studi a Trieste dove consegue la laurea magistrale e contemporaneamente acquisisce il titolo di “Mediatore Familiare” presso l’istituto di “Psicoterapia Relazionale” a Pisa. In Spagna omologa il suo titolo di assistente sociale, frequenta un corso per accreditarsi come mediatore, si forma in psicologia e tutt’ora frequenta una scuola di “Psicoterapia Gestalt” di quattro anni.

Attualmente lavora come terapeuta infantile e familiare per un’associazione e spesso viene chiamata a seguire delle mediazione familiari. Però, nonostante i tanti impegni lavorativi, non ha rinunciato a concedermi un’intervista per esaminare insieme come funziona il sistema spagnolo, nello specifico il sistema catalano, in materia di mediazione familiare.

Innanzitutto Chiara, da dove nasce la voglia di scrivere un blog?

In realtà montai questa pagina web con l’idea di farmi conoscere come assistente sociale, psicologa ed anche mediatrice, farmi conoscere un po’ in questo ambito insomma e cominciai a scrivere.. Poi però il blog, che in realtà non curo molto per mancanza di tempo, effettivamente ha avuto una grandissima diffusione in Italia perché un giorno mi venne in mente di scrivere due “articolini” proprio sull’omologazione dei Titoli in Spagna. Io, qui, ho omologato il titolo di assistente sociale, ed è stata un’impresa (sorride). Non è stato automatico capire i documenti che servivano in quanto in pochi  avevano omologato il titolo qui. E così, alla fine, più che diffondermi come professionista ho utilizzato il blog per i colleghi disperati che volevano sapere se avrebbero avuto questa possibilità e più o meno come.

Torniamo al tema centrale della nostra chiacchierata e partiamo dal principio…la definizione di “Mediatore” qui in Spagna?

Qui in Spagna ti insegnano la definizione classica della letteratura, rifacendosi soprattutto alla letteratura anglosassone. La definizione centrale con cui ti formi, come anche in Italia, per quel che ricordo è: “professionista imparziale che è come una parte esterna che interviene con due parti in conflitto fra loro e non da consigli, non decide ed è semplicemente un catalizzatore dell’accordo”. Nel senso che usa delle tecniche affinché le persone possano arrivare loro stesse ad un accordo.

La professione di mediatore familiare in Spagna e nello specifico in Catalogna, ha un riconoscimento giuridico?

Sia in Spagna che in Catalogna sì! È una professione normata ma diciamo che in Spagna la situazione legislativa è complessa. C’è una legge nazionale, che tra l’altro ha introdotto la mediazione familiare come strumento specifico nei procedimenti di separazione e divorzio e poi, ci sono tutte le leggi autonimiche. Nello specifico, ci sono le leggi nazionali però poi ogni comunità autonoma ha le sue leggi in ogni settore: ha le sue leggi sul diritto di famiglia e di conseguenza ha un propria legge in materia di mediazione ed, ovviamente, ogni comunità autonoma ha i suoi strumenti di gestione di questo intervento. In Catalogna, che è l’unica realtà che conosco bene perché opero qui, la mediazione è un intervento gestito dalla “Generalità”. Non ha un corrispettivo in Italia.. potrebbe essere simile alla Regione come tipologia di ente, ed è un Ente che gestisce tra le altre cose i Servizi Sociali. La Generalità accorpa la gestione dei servizi sociali ed alcune materie le gestisce in maniera specifica come, ad esempio, la mediazione. Qui esiste un “Centro di Mediazione di Diritto Privato di Catalogna”, che si occupa di ricevere le richieste di mediazione. Gli scenari sono molteplici: possono arrivare dal tribunale, perché la coppia durante il processo chiede una mediazione o il giudice suggerisce una mediazione e quindi fanno la richiesta formale; da privati extragiudiziali che semplicemente vogliono fare questo percorso anche se hanno una sentenza di divorzio e desiderano rivedere gli accordi senza ritornare dal giudice o si stanno per divorziare o separare e vogliono provare a presentare al giudice un loro accordo ecc.. Comunque tutti chiedono l’intervento del “Centro di Mediazione di Diritto Privato di Catalogna” che gestisce degli elenchi  di mediatori accreditati. La legge stabilisce che per esercitare la mediazione i professionisti devono  essere assistenti sociali, psicologi o avvocati iscritti al proprio ordine che qui si chiama “Colegio Profesional”.

Ci sono altre regioni della Spagna che hanno adottato lo stesso modello della Catalogna? 

In linea di massima il modello è uguale per tutti. Anche se la situazione della Catalogna è un po’ atipica perché un organismo come la “Generalità” non ce l’ha nessun altro. Il modello più simile ce l’ha l’Andalusia, che ha un organismo che si chiama “Junta de Andalusia”, che è molto attivo e come complessità è analogo alla Catalogna.

Qual è l’organismo che supervisiona i professionisti della mediazione?

lo stesso centro de “Mediación de Derecho Privado” a livello di supervisione di pratiche amministrative e di operato per le scuole accreditate. Vengono offerte delle giornate di studio, corsi di formazione, corsi di perfezionamento ed anche gruppi studio di supervisione o supervisione individuale… per quanto, però, non ci sia un percorso di supervisione standard perché non è l’unico ente che offre supervisione: l’Ordine degli Assistenti Sociali affitta stanze per mediatori o offre percorsi di formazione e supervisione.

Come si diventa mediatori familiari in Catalogna?

Ci sono corsi che durano tre anni e corsi che durano un anno. La cosa molto evidente è che c’è una lista di corsi che sono gli unici riconosciuti a livello nazionale per esercitare come mediatori. Anche qui come in Italia, tempo fa,  c’era moltissima formazione. Ricordo che  c’erano corsi del Ministero e corsi delle Regioni; corsi della Provincia di 50 ore e corsi ministeriali di 300 ore. E qui, siccome c’era “la giungla” (sorride), ad un certo punto sono stati stabiliti dei criteri minimi uniformi. Quindi ha selezionato e ha stabilito una procedura di accreditamento per le scuole, una lista di corsi che non sono tantissimi, sono una ventina in tutta la Spagna e sono gli unici che abilitano ad accreditarsi in questo registro. Comunque rimane molta differenza a livello di durata e di curriculum. Io ho fatto un corso di un anno senza pratiche. Ti dicono che ci sono le pratiche ma le pratiche sono lavori teorici.

Quando parli di pratiche cosa intendi? Tirocini?

Tirocinio, sì. Perché ci sono anche corsi che durano tre anni con tirocinio piuttosto lungo e, per quello che mi dicono, abbastanza serio. Quindi, sì, continua ad esserci una variabilità, pero c’è un controllo centrale rispetto a determinati livelli minimi richiesti per accreditarsi come professionista.

Esistono diversi modelli e di conseguenza diverse scuole di formazione per mediatori familiari come in Italia? Pensiamo al modello negoziale, o strutturato o mediterraneo ecc..

Io sinceramente ho visto che la letteratura qui, in materia di mediazione, è piuttosto scarsa. Non mi sono tanto informata prendendo contatti con scuole ma non ho visto una produzione di letteratura scientifica su diversi modelli di mediazione. Quella che ho fatto io ad esempio, non aveva neanche un modello. Aveva un inquadramento teorico basato su un modello prettamente anglosassone, negoziale, ma non si parlava di differenti modelli di mediazione. Molto carente la letteratura in materia di mediazione. E quella che c’è è prettamente giuridica. È una letteratura fatta più dai professionisti del diritto.

Lei è figlia di quale modello?

Io mi sono formata secondo un modello sistemico-relazionale classico. Con professionisti che erano psicoterapeuti familiari del modello di Palo Alto. Un corso di mediazione adattato alla mediazione familiare ma sistemico-relazionale.

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