Il viaggio può essere semplice o avere degli imprevisti, può comportare dei cambiamenti o dei pericoli più o meno difficoltosi.

Questo è quello che i protagonisti della mediazione mettono in atto nel momento in cui decidono di intraprendere il complesso, ma allo stesso ricco, viaggio della Mediazione.

 

Un cammino “Insieme”

L’elaborazione dei conflitti, la riapertura dei canali di comunicazione e la tutela dei figli minori sono gli obiettivi principali di questo percorso.

La mediazione riduce il livello di conflittualità e consente alla coppia di parlarsi e confrontarsi dopo essersi liberati dalla rabbia e dal rancore che portano con sé da tempo.
In questo faticoso cammino i protagonisti della Mediazione non saranno mai soli: con loro ci sarà il mediatore che, utilizzando particolari strumenti, sarà capace di rendere il percorso più semplice, accompagnandoli passo dopo passo.

Il viaggio dei mediati

E’ un percorso libero e volontario all’interno del quale la coppia dovrà trovare la sua nuova e giusta dimensione, per far sì che venga messo da parte ogni singolo rimorso e rancore e dare spazio al nascere di una nuova relazione: magari non più come coppia, ma come due persone che resteranno per sempre genitori, ad esempio, nel caso in cui ci siano dei figli.

“Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta”
(T.S. Eliot)

Durante il viaggio che la coppia intraprende, non saranno soli ma con loro ci sarà il Mediatore, un compagno di viaggio che li aiuterà a ritrovare la fondamentale comunicazione ormai persa.
E alla fine del viaggio, dopo aver colto il punto di vista dell’altro, la coppia se lo vorrà, potrà sperimentare una nuova partenza.

La valigia

Il mediatore non percorrerà questa strada senza portare con sé la sua valigia all’interno della quale ci saranno tutti gli strumenti che utilizzerà per rendere il percorso dei due protagonisti, il più semplice possibile.

 

Il mediatore porterà con sé l’empatia, sarà quindi equi vicino al racconto di entrambi i mediati, senza però patteggiare, assumendo quindi un atteggiamento non giudicante.

 

Fondamentale è la vicinanza nei vissuti che crea mantenendo comunque la sua autorevolezza, si porrà in una condizione di neutralità senza fornire quindi delle soluzione alla coppia ma semplicemente si limiterà ad accompagnarli, dando degli stimoli per cercare loro stessi della finalità concrete.

Il clima di positività che si crea all’interno della Mediazione poterà i soggetti interessati a creare grazie all’aiuto del mediatore una giusta armonia tra i bisogni e i punti di vista emergenti di entrambi; senza fossilizzarsi sui i fatti accaduti in passato ma soffermandosi su quello che sono loro in quel momento stanno vivendo, questo li aiuterà a guardare alla fine del loro viaggio ad una nuova vita che li vedrà protagonisti.

 

Non ti giudico

Il mediatore porterà con sé l’assenza del giudizio e l’ascolto, sarà attendo al racconto del vissuto di entrambi i coniugi senza prendere posizione alcuna permettendo così al mediato di poter tirar fuori tutti i suoi bisogni e paure inespresse.

Lo aiuterà a capire quello che l’altro sta provando, e che molto probabilmente saranno le stesse sensazioni provate da entrambi, ma che fino a quel momento non hanno avuto il coraggio e la forza da soli di poterli esprimere.

Le parole

Saranno le parole che il mediatore esporrà che dovranno essere appropriate; alla ricerca delle parole giuste il riutilizzo delle stesse parole dei mediati aiuterà il professionista ad arrivare nel profondo delle vite che avrà difronte.

Partendo dai gesti e dalle parole dette si potranno crea dei “ponti” di collegamento tra le due realtà ormai devastate dai sentimenti negativi che la separazione ha portato con sé.

Uno degli strumenti cardine di cui il mediatore non potrà fare a meno è l’umiltà, la personalità del mediatore è una componente essenziale che incide molto sull’intero percorso, questo porterà i mediati ad instaurare con il mediatore un rapporto di fiducia che li rassicurerà per aver affidato il proprio conflitto nelle mani giuste.

 

“Io sono”

Gli strumenti del mediatore sono interni all’essere
della persona prima che del mediatore, strumenti che custodisce nella propria valigia e che non sono pura teoria, ma basta guardarsi dentro e capire che quell’emozione che in quell’istante il mediato ci sta trasferendo non è altro che la stessa ed identica sensazione che il mediatore ha provato in un’altra circostanza e solo così si riuscirà a dare un nome a quell’emozione.

Lo specchio

Uno strumento cardine è “lo specchio” che ci permette di dare voce, di dare un nome alle emozioni che i mediati ci offrono all’interno della stanza di mediazione.

Grazie allo specchio le emozioni risuonano e permettono alle parti di cogliere meglio tutto ciò che fino a quel momento era offuscato dalla rabbia e dai rancori.

 

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