La visita domiciliare è uno strumento tipico del servizio sociale, poiché permette di conoscere il contesto domiciliare dell’utente.

Consiste in un colloquio svolto nell’ambiente di vita dell’utente, un setting differente dall’ufficio dell’assistente sociale e per questo, sarà l’utente a trovarsi nel proprio contesto naturale.
Deve essere effettuata solo se c’è un reale interesse e al momento giusto; generalmente dopo avere svolto altri colloqui in ufficio e aver stabilito un rapporto di fiducia. In alcuni casi la propria abitazione può diventare il setting del primo colloquio quando l’utente è impossibilitato a recarsi presso i servizi perché disabile, anziano o allettato. In altri casi la richiesta può essere fatta direttamente dall’utente.

Perché fare una visita domiciliare?

La visita domiciliare può avere diverse finalità:

  • di conoscenza dell’ambiente di vita sociale e familiare dell’utente,per completare le informazioni già raccolte in precedenti colloqui;
  • di verifica della congruità delle informazioni ricevute da altre fonti;
  • di sostegno all’utente, alle relazioni di cura;
  • di emergenza per verificare immediatamente una situazione di grave disagio in cui può vivere ad esempio, un minore, un disabile,un anziano o i suoi familiari;
  • di controllo ad esempio dietro mandato dell’Autorità Giudiziaria;
  • di tipo burocratico quando è necessario ottenere determinate prestazioni (per l’attivazione di un servizio di telesoccorso o di assistenza domiciliare,ecc).

Come si svolge?

L’assistente sociale deve chiarire i motivi della visita domiciliare, concordare il giorno e l’ora e specificare se sarà accompagnata da altri professionisti. Infatti nel caso in cui sia necessario valutare una situazione da diversi punti di vista e approcci professionali, l’assistente sociale può decidere di fare la visita domiciliare con altri operatori (educatori, psicologi, medici, altro assistente sociale di un diverso servizio).

Durante la visita domiciliare l’utente trovandosi nel proprio contesto ha la possibilità di usare espedienti per manovrare la relazione; infatti l’utente può percepirla sia in modo positivo in quanto essendo nel proprio ambiente si sente più a suo agio e apprezza che l’assistente sociale si sia recato presso la propria casa, sia in modo negativo, in quanto può provare disagio avendo un estraneo in casa.

Nella fase iniziale, l’assistente sociale osserverà da chi si viene accolti, come, dove, la presenza di altri familiari e/o vicini. Successivamente l’attenzione cadrà sull’ambiente fisico: la pulizia, la suddivisione e l’ampiezza degli spazi, l’ordine, la luminosità, la zona in cui è ubicata l’abitazione, le barriere architettoniche, la presenza o meno di servizi primari in zona.
Nella fase centrale si svolgerà il colloquio e l’assistente sociale chiarirà ed esporrà gli argomenti da trattare.
La conclusione si caratterizza sempre dalla restituzione di quanto detto.

La visita domiciliare come il colloquio, necessita di essere registrata per non disperdere le informazioni.

 

 

12 Commenti

  1. Sono una mamma di due bimbi una 3anni e mezzo a l altro 8mesi ho mia suocera che ogni giorno mi scrive se dv venire io sinceramente nn c’è la faccio più gli ho mandato un audio dicendo che nn si dv preoccupare che quando mi serve la chiamo io …da premettere che vede ogni giorno i nipoti …perché arriva nn posso cacciarla …dopo questo manda un messaggio al figlio molto brutto nei miei riguardi che una donna di una certa età nn dovrebbe dire ciò ancora i brividi dopo questo il mio ragazzo ci parla e gli dice che io nn voglio più fargli vedere i bambini ma nn è così c’è la legge che i nonni vedono i bambini insomma mi manda mess che lei va dal avvocato e dagli assistenti sociali inventandosi che io nn do a mangiare hai miei figli che li picchio e che nn mi prendo cura di loro e sta dicendo tt falso cosa posso fare ? Nn vivo più! non sono a casa mi aspetta sotto tipo viene alle4:30nn ci sono leiaspetta che torno e se nn torno comincia a chiamare i vicini se mi a visto con i bambini io nn ne posso più di tt questa situazione…

    • Ciao,
      Capisco la situazione. Ti consiglio di provare a riparlarne insieme anche al tuo ragazzo spiegando la situazione, cosa vorresti, i tuoi sentimenti, trovare un punto d’incontro. Non preoccuparti se chiama l’assistente sociale perché nel caso di una segnalazione, i servizi sociali dovranno verificare la situazione.

      • Grazie mille cara anche il figlio se l’è presa con lei in settimana dobbiamo parlare tt insieme vediamo un po’ un altra domanda lei dice il falso a lei succede qualcosa?

  2. Buonasera dottoressa, volevo esporre il mio problema. Sono un padre separato tramite i nostri avvocati abbiamo raggiunto un accordo per il mio diritto di visita, e cioè martedì mercoledì e venerdì di 2 ore e mezza e i week alternati di 7 ore… Premetto che la madre lavora in un bar dove alterna le settimane mattina sera.. Quando fa la sera lavora dalle 17.00 alle 2 di notte, e quindi il bambino lo tiene sua madre il quale lo porta in giro… Volevo chiedere se andando in tribunale il giudice possa darmi la possibilità che quando la madre fa il turno serale il bambino possa stare con me che sono il padre e non con la nonna, e rimanere le ore stabilite già Nell accordo quando la madre fa il turno di mattina..volevo un suo parere… Grazie mille

    • Salve, capisco la sua richiesta. Innanzitutto il tempo che si trascorre con i figli va gestito tenendo conto del loro bisogno di stabilità e presumo (dato che non conosco approfonditamente la vostra situazione) che gli accordi raggiunti si avvicinino alle esigenze del bambino e vostre. Dunque, in base al suo racconto, se chiede di tenere il bambino durante il turno serale fino alle 2 di notte penso sia un problema per il bambino stesso dato che alla 2 lo deve riaccompagnare a casa dalla madre. Infatti, per il benessere del bambino é buona prassi evitare di costringere il figlio a spostamenti continui.

  3. Salve sono la figlia di un anziano di 87 anni emiplegico e afasico oramai da 10 anni durante i quali mia madre si è praticamente annullata per stargli vicino. Abbiamo sempre avuto la badante e seppur con mille difficoltà anche noi fiflie aiamo aempre presenti. Ultimamente le cose hanno preso una brutta piega. Mio padre a livello cognitivo é peggiorato e anxhe mia madre presenta sempre piu di memoria e scatti di ira. La soluzione sarebbe quella di inserire mio padre in una atruttura così da alleggerire la mamma.
    Lui capiace e non ne vuole sapere. Come si può fare in questi casi?

  4. Buongiorno ho 50 anni sono sulla sedia a rotelle vorrei sapere se gli assistenti sociali mi possono aiutare x averere una casa a piano terra comunale e se mi possono aiutatare x la separazione. Grazie

  5. BG sentite vorrei sapere visto che mia figlia ha 17 anni non vuole più andare a scuola ma lavoro pk la scuola in generale non gli piace proprio lei ora sta andando a scuola ma senza voglia lo fa solo per noi io e mio marito e per la presenza per non far chiamare gli assistenti sociali ma visto che lei sta andando contro voglia non e che sta studiando diciamo o parlato con vari prof per un accordo ma diceva la coordinatrice di classe che deve studiare al meno un po’ seno chiama gli assistenti ma perché si può chiamare anche se una ragazza non studia ? Io so che si chiama per situazioni familiari economiche e alla cura e per andare a scuola ma non credo anche se non studia. Pk alla fine sono problemi di mia figlia se per caso venisse bocciata pk diciamo e anche una sua decisione di non studiare pk non gli piace e vuole lavorare per avere qualcosa per se …con questo non voglio dire che sono d’accordo con questa cosa ma che la sua prof e cordinatrice di classe fa sti diciamo ricatti ma mia figlia e un altra ragazza che non voglio continuare hanno parlato diciamo con un ex vicepreside e non ha parlato come quella prof dite voi ?

    • Salve signora, non conosco a fondo il caso ma posso dirle che per quanto riguarda l’obbligo scolastico, l’istruzione deve essere impartita per almeno 10 anni e riguarda la fascia di eta compresa tra i 6 e i 16 anni.
      L’adempimento dell’obbligo di istruzione è finalizzato al conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il 18° anno di età.

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