Il disegno è l’espressione di comunicazione più antica ed allo stesso tempo più attuale che esista

Il bambino inizia ad eseguire le prime tracce grafiche intorno ai 18 mesi: da questo momento, con il tempo, si susseguono una serie di fasi e tappe che permettono allo scarabocchio iniziale di divenire un vero e proprio disegno.
Attraverso quest’ultimo il bambino esprime paure, sofferenze e stati d’animo. I colori che usa e i temi che riporta, aiutano a capire cosa lo stimola, cosa lo rende triste e cosa lo diverte.
Il disegno permette così l’accesso al mondo interiore del bambino.

 

Quali sono i disegni più utilizzati?

Per poter accedere ed analizzare il mondo interiore del bambino, l’assistente sociale insieme al suo gruppo d’èquipe, utilizza tre tipi di disegno.

 

disegno casa e albero

Il disegno libero

Il disegno libero si rivela interessante perché, disegnando, il bambino tende ad esplicitare i propri conflitti e le proprie ansie. Nel disegno libero il bambino rappresenta volentieri ciò che ama e ciò che teme, ciò che lo interessa, ciò cui aspira. La casa è uno dei temi più rappresentati: essa simboleggia il rifugio, il calore familiare. Quando la famiglia è disunita, la casa è divisa in due, spesso ha anche due diverse entrate: una parte della casa simboleggia la vita familiare imposta, l’altra la famiglia vera.
Anche il sole compare spessissimo nei disegni infantili: per alcuni studiosi il sole è il simbolo del padre ideale. Quando i rapporti tra padre e figlio sono buoni, questa immagine brilla nella sua interezza, se i rapporti non sono buoni, il sole scompare o ne compare una pallida fetta all’orizzonte.

 

L’autoritratto

autoritratto bambino senza braccia in giardinoL’autoritratto che il bambino disegna esprime la percezione che egli ha del suo corpo e dei suoi desideri. Si possono trarre informazioni sull’immagine che il bambino ha del proprio corpo in base alla presenza di certi dettagli e al modo in cui le varie parti del corpo sono sviluppate o tralasciate. Se il bambino ha un’imperfezione fisica, questa è spesso raffigurata ed enfatizzata, ma può capitare al contrario, che questa venga tralasciata in maniera clamorosa.
Un’estensione dell’autoritratto può essere considerata la rappresentazione del gruppo dei coetanei. Infatti, disegnando un gruppo di bambini il soggetto finisce per proiettare la sua posizione reale nel gruppo (leader, gregario, isolato) e i suoi rapporti con gli altri bambini.

 

Il disegno della famiglia

disegno di bambino con la sua famiglia in giardinoIl disegno della famiglia, invece, fornisce elementi interessanti sul rapporto genitori-figli e su come questo si modifica con il progredire dell’età. I componenti di una famiglia affiatata sono generalmente rappresentati mentre svolgono insieme un’attività comune o si tengono per mano. Il bambino disegna sé stesso vicino al personaggio con cui si sente più a suo agio o che ama di più. Se,al contrario, un bambino pensa  che la sorella sia più amata dai genitori, disegna la bambina in mezzo alla coppia e colloca sé stesso in un’altra parte del foglio lontano dal gruppo.
Il personaggio valorizzato è spesso il primo ad essere disegnato, perché è il primo a cui il bambino pensa e su cui concentra la sua attenzione.
Quando uno dei fratelli non è rappresentato, si può dedurre che l’autore del disegno si augura, consciamente o inconsciamente, che non faccia parte della famiglia.

 

Il disegno può essere uno strumento terapeutico?

Il disegno non solo permette di conoscere l’immagine che il bambino ha di sé e di sé con gli altri, ma può essere utilizzato come strumento terapeutico in situazioni di abuso e violenza.
È stato evidenziato, infatti, come sia possibile rintracciare, nei disegni dei bambini che hanno subito un abuso sessuale, dei temi ricorrenti, già analizzati nell’articolo precedente “dare voce a chi non ne ha”.

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