Non possiamo mai giudicare le vite degli altri, perché ogni persona conosce solo il suo dolore e le sue rinunce. Una cosa è sentire di essere sul giusto cammino, ma un’altra è pensare che il tuo sia l’unico cammino.

(Paulo Coelho)

L’assistente sociale grazie alla sua capacità di non giudizio deve valutare ogni situazione facendo riferimento ai principi e ai valori della professione senza farsi influenzare da fattori esterni. Inoltre pone la persona al centro di ogni intervento e promuove ogni iniziativa per ridurre i rischi di emarginazione valorizzando l’unicità di tutte le persone.

 

Giudicare significa formulare un giudizio di valore, un’opinione su qualcuno o qualcosa dopo attenta valutazione. Ma siamo sicuri che esprimiamo le nostre sincere opinioni solo dopo aver valutato? O giudichiamo senza conoscere? 

 primo incontro tra uomo e donna

La prima impressione

Giudicare gli altri ed essere giudicati è molto comune. Ci piace che la gente parli di noi in modo positivo ma nonostante ciò giudichiamo continuamente.

Quando interagiamo con una persona che non conosciamo, costruiamo mentalmente una prima impressione. Questa impressione molto resistente al cambiamento,influenzerà il nostro successivo comportamento.

La prima impressione che ci formiamo sull’altro si basa sull’aspetto esteriore; “questa persona mi piace molto perché è ben curata”. Altre volte giudichiamo dalla voce, dai gesti, e in generale si determinerà in noi una reazione di simpatia o di antipatia verso l’altra persona. Così per creare un giudizio uniamo gli elementi della prima impressione alle informazioni che abbiamo sull’altro.

Il nostro giudizio non corrisponde sempre alle caratteristiche reali dell’altra persona. Quante volte veniamo giudicati in modo sbagliato? Per questo è fondamentale conoscere anziché esprimere giudizi affrettati.

Perché pensiamo che il nostro modo di vedere le cose sia quello giusto? Quando giudichiamo non siamo di aiuto, anzi, nel momento in cui esprimiamo un giudizio stiamo affermando il nostro modo di vedere le cose. Giudichiamo per sentirci migliori e per emergere rispetto agli altri.

Ma chi ci dice che la nostra visione del mondo sia quella giusta? Proviamo,invece, ad esprimere le nostre opinioni senza giudicare. Proviamo a comprendere, a conoscere chi è accanto a noi. Possiamo scegliere di non giudicare e di andare oltre i nostri schemi mentale.

La tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione.

(Carl Rogers)

Giudicare negativamente fa male, come ti sentiresti nell’essere giudicato? Quando giudichiamo gli altri, dovremmo chiederci se sappiamo abbastanza su quelle persone, se conosciamo la loro vita, il loro passato, le loro scelte. È facile giudicare da quello che vediamo.

È molto più difficile giudicare se stessi che giudicare gli altri.

(Antoine de Saint-Exupery)

In relazione al giudizio, quale comportamento deve osservare l’assistente sociale?

 

giudice cattivoIl giudizio sull’utente

L’assistente sociale deve svolgere il suo lavoro senza discriminazione di età, di sesso, di religione, di etnia o di qualsiasi altra differenza che caratterizzi le persone. Il non giudicare è uno dei principi delineati dal Codice Deontologico che l’assistente sociale deve rispettare.

L’attività dell’assistente sociale si basa su fondamenti etici principi e valori diritti e doveri.

Deve accettare  l’utente a prescindere da chi è o quello che fa. Nel processo di aiuto l’assistente sociale deve essere libera da giudizi, stereotipi o da atteggiamenti discriminatori. Dunque, nel valutare il caso non deve esprimere giudizi di valore sulle persone in base ai loro comportamenti. Ma deve mostrarsi disponibile all’ascolto e alla comprensione mettendo al centro dell’intervento la dignità e l’integrità dell’utente. Inoltre una buona relazione assistente sociale-utente deve basarsi anche sulla fiducia reciproca.

L’assistente sociale sin dal primo contatto deve costruire un rapporto di fiducia anche con l’aiuto dell’utente; deve aver fiducia e credere nel cambiamento della persona, deve svolgere un percorso che porti all’utente ad acquisire maggiore fiducia in se stesso e nello stesso tempo l’utente deve aver fiducia nell’assistente sociale e nel suo operato.

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