Rispettare le leggi, la Costituzione, impegnarsi nella vita economica del Paese, imparare la nostra lingua, assistenza sanitaria, Servizio Civile e borse di studio. Ecco il nuovo Piano nazionale per l’integrazione di quasi 75 mila migranti in fuga dai loro Paesi. 

Il Piano per l’integrazione presentato al Viminale e finanziato prevalentemente con fondi europei prevede diritti e doveri. Ai titolari di protezione si chiede di imparare l’italiano, di rispettare le regole, le leggi e soprattutto la nostra Costituzione, di partecipare alla vita economica, sociale e culturale del nostro Paese. L’apprendimento della lingua italiana è il primo passo fondamentale per una vera integrazione, perchè senza la conoscenza dell’italiano non ci può essere nessuna integrazione.

Inoltre si punta a promuovere tirocini di formazione e la partecipazione al Servizio civile, percorsi per l’accesso all’alloggio creando le condizioni per includere i titolari di protezione internazionale nei piani di emergenza abitativa regionali e locali, a potenziare i percorsi di socializzazione riservati ai minori e a rafforzare la rete dei centri per la tutela delle vittime di tratta.

Alla realizzazione del Piano devono contribuire Regioni, Enti locali e Terzo settore. 

Chi sono i beneficiari del Piano?

Il Piano è destinato a 74.853 migranti, in base ai dati aggiornati al 31 agosto. Sono titolari di protezione internazionale, e no cittadini stranieri che già lavorano in Italia. In particolare, 27.039 rifugiati e 47.814 titolari di protezione sussidiaria.

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha più volte affermato che una società più integrata è anche una società più sicura.

Scarica il Piano Nazionale d’integrazione dei titolari di protezione internazionale.

 

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