La mediazione familiare aiuta la coppia ad eliminare la faticosa atmosfera del vincitore-vinto tipica delle situazioni di separazione e divorzio favorendo, attraverso un recuperato dialogo, la ricerca di tutte quelle soluzioni possibili che guardano al benessere dei figli.

“Le decisioni emergono da un processo decisionale condotto nel pieno rispetto di un sentire comune, nel quale nessuno dei due può vincere ai danni dell’altro!”

Abbiamo deciso di separarci!

Quando in una coppia viene meno la progettualità condivisibile, scatta un meccanismo in cui ciascuno sente di essere dalla parte della ragione e accusa il partner di essere il principale responsabile dei problemi coniugali.

Se la crisi non può essere superata si giunge alla separazione, che nella maggior parte dei casi è uno strumento per continuare a litigare e per rinfacciarsi eventuali mancanze. Infatti, molto spesso, i coniugi ricorrono al Giudice cercano nel giudizio di separazione o di divorzio non solo la tutela dei propri diritti, ma anche un sigillo pubblico delle proprie ragioni e dei torti dell’altro.

Tuttavia, per evitare che gli scontri tra i partners in procinto di separarsi rappresentino una guerra infinita in cui rimangano feriti soprattutto i bambini, è stato introdotto nel nostro ordinamento lo strumento della mediazione familiare.

Il Giudice e il Mediatore

Il conflitto familiare, che può scaturire dalla crisi del rapporto coniugale o di coppia, richiede una capacità di riorganizzazione delle relazioni familiari che non può essere affidata esclusivamente allo strumento giurisdizionale. Gli individui coinvolti in questo difficile momento necessitano spesso di un supporto per favorire la riapertura di un canale comunicativo che consenta la focalizzazione dei bisogni dei figli coinvolti e dei veri bisogni-interessi che sottendono la lite. L’obiettivo è quello di disinnescare gli effetti distruttivi di un conflitto che mina profondamente la tenuta dei legami familiari della coppia genitoriale e di tutto il corpo parentale, una disgregazione che può avere effetti anche nel contesto sociale. Non basta dunque uno strumento che si limita a definire il conflitto solo su di un piano formale come fa il procedimento giurisdizionale, ma serve una risorsa che contribuisca alla salvaguardia dei legami familiari e risolva il conflitto sul piano sostanziale come è possibile con la mediazione familiare.

La separazione attraverso la mediazione

  • Non è antagonistica, ma reciproca: prevede la presenza di entrambi, le decisioni vengono prese insieme per cui o si è concorsi oppure non vi è alcun accordo;
  • la mediazione aiuta a chiarire le aree conflittuali e a far emergere e gestire emozioni contrastanti che si presentano durante tutto il percorso e che bloccano ogni tipo di conversazione;
  • Il mediatore aiuta a delimitare il conflitto per discutere in maniera produttiva, dando potere alle persone: sono, infatti, i partners ad essere responsabili delle decisioni che riguardano il loro domani;

  • E’ la soluzione migliore per i figli spesso spettatori di dinamiche familiare inadeguate, protagonisti inconsapevoli di una riorganizzazione dell’assetto familiare: i figli hanno il diritto di essere tutelati ed amati da entrambi. A loro va garantito il diritto alla bi-genitorialità consapevole e responsabile che veda entrambi i genitori direttamente impegnati nel loro cammino di crescita;
  • Ricorrere al processo di mediazione significa ridimensionare tempi e costi di una procedura di separazione/divorzio tradizionale: la tempistica si snellisce grazie alla collaborazione tra professionisti, mentre la spesa economica si riduce notevolmente;
  • Il percorso di mediazione mira a favorire la creazione di un clima di fiducia reciproca e di cooperazione all’interno della coppia che si sta separando per arrivare ad un accordo il più possibile condiviso trovando soluzioni a questioni molto pratiche.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.