Il GAP (Gioco d’Azzardo Patologico) è una “forma morbosa chiaramente identificata, che in assenza di misure idonee di informazione e prevenzione, può rappresentare, a causa della sua diffusione, un’autentica malattia sociale”.

Il professionista Assistente Sociale opera con autonomia tecnico professionale e di giudizio in tutte le fasi dell’intervento a favore della prevenzione, del sostegno e del recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità che si trovano in situazioni di bisogno e/o di disagio, avendo come scopo la promozione del benessere della persona.

 Gioco d’azzardo: gli italiani tentati almeno una volta

 

Il Servizio Sociale

Il servizio sociale è composto da professionisti competenti ed esperti della globalità che hanno per natura specifica la capacità di far collegamenti e connessioni tra i vari aspetti di un problema.

La professione del servizio sociale si caratterizza per:

  • il SAPERE (conoscenze tecniche);
  • il SAPER ESSERE (maturità e capacità di relazione);
  • il SAPER FARE (capacità di applicare le conoscenze teoriche);
  • il SAPER DIVENIRE (capacità di adeguarsi alla società che evolve);
  • la LEGITTIMAZIONE FORMALE (riconoscimento dell’esercizio della professione e mandato sociale);
  • il CODICE ETICO (insieme di principi e valori a cui l’Assistente Sociale si uniforma nell’esercizio della professione)
  • TERRITORIALITÀ:
    • è un punto di riferimento per i bisogni di tutta la popolazione residente sul territorio;
    • Attenzione alla “patologia” ed alla ricerca dei bisogni, all’organizzazione di servizi e al coordinamento delle risorse per una migliore qualità della vita della comunità.
  • UNIVERSALITÀ (può accedere qualunque tipo di utenza problematica/disagiata);
  • UNITARIETA’ METODOLOGICA CON SPECIFICHE FASI:
    • conoscitiva
    • valutativa
    • propositiva-decisionale
    • attuativa
    • verifica
  • PLURIFUNZIONALITA’:
    • presa in carico dell’utenza
    • conoscenza dei bisogni e delle risorse della comunità
    • elaborazione dei progetti
    • organizzazione e gestione dei servizi
    • formazione e ricerca

 

Nello specifico con i GAP…

L’Assistente Sociale:

  • Entra in contatto con i GAP e ne analizza i bisogni;
  • Individua e censisce le situazioni problematiche su segnalazioni di insegnanti, medici, forze dell’ordine, ecc.;
  • Identifica gli strumenti più adatti al singolo caso e disponibili sul territorio;
  • Crea in contatto tra la persona ed i servizi territoriali;
  • Segnala alle autorità giudiziarie i casi che necessitano del loro intervento;
  • Coordina le attività svolte dalle strutture competenti;
  • definisce i percorsi da seguire con i GAP e la sua rete familiare, elaborandoli anche all’interno di équipe multidisciplinari.

Il lavoro di èquipe

  • CASE MANAGEMENT: gruppo mono-professionale o pluridisciplinare, con funzione di analisi, valutazione e presa in carico al fine di raggiungere esiti qualitativi ed efficaci.
  • CASE MANAGER: figura di regia che esamina le varie problematiche del GAP nell’ottica di un progetto globale comune, creando una struttura a rete da sostegno.

Metodologia del lavoro in équipe

  • Incontri periodici per aspetti organizzativi, discussione dei casi, valutazione/monitoraggio/definizione programma individualizzati;
  • Suddivisione in “team” per attività di “area comune”;
  • Supervisione.

 

Aree di competenza dell’assistente sociale

FAMILIARELAVORATIVARELAZIONALEECONOMICA
ConoscenzaMotivazionaleRafforzamento relazioni di aiutoTutoraggio
CoinvolgimentoOrientamentoPotenziamento capacità di gestione del tempo liberoDefinizione quadro debitorio
Supporto  Individuazione piano di risanamento finanziario
   Rieducazione all’uso ad al valore del denaro

 

Programmazione dell’intervento

  1. Analisi / lettura del bisogno
  2. Piano di lavoro con individuazione di obiettivi a lungo e breve termine
  3. Analisi delle risorse
  4. Tempi di realizzazione
  5. Verifica in itinere e valutazione finale

 

Strumenti adoperati nella relazione di aiuto dei GAP

Lo strumento principale dell’assistente sociale per cogliere i bisogni, definire gli obiettivi del cambiamento e sviluppare le varie fasi del processo di aiuto è il colloquio che può essere di tipo:

  • INFORMATIVO (scambio di dati e informazioni);
  • DIAGNOSTICO (definire i bisogni, facendo emergere quelli latenti);
  • TERAPEUTICO (cambiamento della situazione problematica).

Lo svolgimento del colloquio si caratterizza in più fasi:

  1. Fase sociale: di accoglienza;
  2. Fase di indagine: dare un nome al problema;
  3. Fase interattiva: definizione dei soggetti coinvolgibili nel processo di aiuto;
  4. Fase bersaglio: fissare gli obiettivi da raggiungere e definizione dei compiti;
  5. Termine del colloquio: osservazione di come la persona reagisce alla separazione; verifica delle proprie emozioni (dell’assistente sociale) e raccolta dati in modo organico.

Il colloquio psico- sociale

E’  un incontro tra due o più persone nel quale si instaura una relazione professionale tra assistente sociale ed il GAP, chiarendo gli scopi del GAP e il ruolo dell’assistente sociale.

Lo scopo dell’assistente sociale è di creare un clima di fiducia nel quale verranno colte le motivazioni che hanno spinto il GAP a chiedere aiuto, comprendere il problema, come il GAP lo affronta o perchè non ci riesce.

 

Perché è importante coinvolgere la famiglia?

Spesso le richieste di aiuto vengono dalla famiglia poiché vi è sofferenza a causa della condotta del GAP.

Analizzando le problematiche familiari si evince che spesso sono conseguenza e/o concausa del gioco patologico.

La famiglia deve cercare di comprendere quanto accaduto diminuendo rabbia e risentimento e diventare un luogo nel quale trovare sostegno e conforto.

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