Wallerstein e Kelly  hanno evidenziato che gli adulti hanno opinioni diverse sul divorzio, ma i bambini sono generalmente concordi: quasi tutti vogliono che i loro genitori tornino insieme e vogliono sapere che nessuno di loro li abbandonerà.

“Quando […] questi ultimi (i figli) cominciano a rendersi conto che i loro genitori nutrono dei dubbi sull’amore che provano l’uno per l’altra, spesso dubitano di essere amati”.

L’incertezza è legata ai numerosi cambiamenti e dalle minori attenzioni ricevute, perché i genitori sono impegnati a risolvere determinate situazioni. Hanno bisogno di essere rassicurati sul fatto che continueranno ad essere amati.

Una nuova realtà

Durante la separazione, i figli devono riconoscere la rottura della relazione dei propri genitori, riuscire a disimpegnarsi dalla sofferenza e dal conflitto e riprendere le proprie attività quotidiane.

Naturalmente affinché questo compito possa essere affrontato è necessario l’aiuto dei genitori. I bambini devono essere accompagnati nel comprendere cosa sta accadendo e rassicurati dell’amore che entrambi i genitori continueranno a donare loro. I figli, come i loro genitori, devono affrontare il dolore della perdita, che è soprattutto perdita della quotidianità, che ad ogni modo gli dava sicurezza. Devono riuscire a superare i propri sentimenti di rabbia e autoaccusa ed accettare il carattere permanente della
separazione.

Figlio genitore o genitore figlio?

“Alcuni bambini sono così acutamente consapevoli della solitudine e della fragilità di un
genitore che si fanno carico di responsabilità enormi per la loro età, sostituendosi al coniuge o al genitore in un rovesciamento dei ruoli che può danneggiare la psiche del bambino. Rispondendo alle opprimenti esigenze emozionali di un genitore abbandonato, i bambini possono arrivare a reprimere il loro bisogno di vedere l’altro genitore, respingendo talvolta quello che in realtà si prende più cura di loro”.

In questi casi è sufficiente il permesso emozionale del genitore di vedere l’altro.
Quando i genitori, presi dal conflitto, bloccano la possibilità del figlio di avere rapporti con entrambi, questo può ammalarsi per distogliere la loro attenzione dal conflitto coniugale e unirli nella preoccupazione. Altre volte, il bambino si offre inconsciamente come capro espiatorio e attira la rabbia dei genitori su di sé per deviare l’ostilità che vi è tra loro.

 

Genitori per sempre

I bambini hanno bisogno di mantenere legami e relazioni con entrambi i genitori.

Assecondare questo bisogno dei bambini di veder tutelata la storia d’amore da cui sono nati fa bene anche ai grandi”, restituisce un senso al passato e favorisce la rielaborazione.
Il lavoro psichico di distinzione tra la coniugalità che si divorzia, e la genitorialità impossibile da interrompere, avviene riconoscendo il nesso tra la storia personale, la storia coniugale e la storia genitoriale; può sembrare un paradosso ma per operare la distinzione è necessario riconoscere i nessi e i legami.

L’obiettivo è raggiunto quando i bambini possono contare su quella circolarità di emozioni, di esperienze, di conferme coerenti e univoche, su quella compattezza e continuità di vita che solo la comunicazione efficace tra i genitori può garantire”.

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