Nel precedente articolo ho dato una definizione del termine inclusione e, partendo da una frase di Bauman, ho anche cercato di definire una possibile strategia. Ho detto che per fare inclusione bisogna creare una società nuova, in cui vi siano persone mentalmente capaci di introdurre un cambiamento, d’includere nuove culture, nuove esperienze, nuove visioni, ma anche nuovi sapori e nuovi odori.

Dal REI al Reddito di Cittadinanza

Dopo questo articolo ho deciso che avrei ristretto il campo d’indagine e che avrei prestato maggiore attenzione a questo tema e lo avrei fatto approfondendo la nuova misura del reddito di cittadinanza, che ha definitivamente sostituito il REI, ovvero il Reddito d’inclusione, che di inclusione non aveva nulla se non il fatto di elargire un contributo economico a mo di elemosina.

Includere non significa fare elemosina, ma è accoglienza a tutti gli effetti dell’altro, è farla sentire accettata e non compatita. Ancora, significa farla sentire uguale e quindi utile.

E come fa una persona a sentirsi realmente utile? Nella possibilità di poter esercitare un lavoro, nella possibilità di potersi formare. 

Del resto il nostro Paese si basa sul fondamento che

”L’Italia é una repubblica democratica fondata sul lavoro”.

Il Reddito di cittadinanza, a differenza delle altre precedenti misure, più che al sostegno economico si basa sul presupposto della ricerca e della possibilità effettiva di ottenere un lavoro.

Nessuno sul divano!

La misura, come ha spiegato il Ministro Di Maio: ” contiene norme anti-divano che non permetteranno a nessuno di poter abusare del reddito di cittadinanza”. Il lavoro, quindi e l’aumento dell’occupazione, costituiscono gli obiettivi principali della misura.
Lavoro che dovrà essere congruo alla persona e che se rifiutato per 3 volte, farà perdere inevitabilmente anche il contributo economico. Il raggio di chilometri stabilito per il primo anno è il seguente: per la prima offerta di lavoro è fissata a 150 km, per la seconda offerta è di 250 km, mentre per la terza offerta la chiamata potrà arrivare da tutta Italia. Dopo il primo anno anche la prima offerta potrà arrivare nel raggio di 250 km. Dopo i 18 mesi l’offerta arriverà da tutta Italia. Per le famiglie al cui interno vi siano persone con disabilità, invece, spiega Di Maio, l’offerta non supererà mai i 250 km.


Reddito cittadinanza: requisiti

Il Reddito di cittadinanza mira a contrastare la povertà assoluta, che sempre più spesso colpisce le persone.

La domanda per il Reddito di cittadinanza può essere presentata telematicamente attraverso il sito www.redditodicittadinanza.gov.it, presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF) o, dopo il quinto giorno di ciascun mese, presso gli uffici postali.

Al reddito possono accedere: i cittadini italiani, quelli appartenenti all’UE e gli immigrati regolari che risiedono in Italia da almeno 10 anni, sulla base di requisiti specifici tra i quali:

  • un ISEE inferiore a 9.630 € annui;
  • un valore patrimoniale immobiliare, diverso dalla prima casa, non superiore ai 30.000 euro;
  • non possedere una macchina immatricolata nei 6 mesi antecedenti alla richiesta e non possedere navi o imbarcazioni da diporto.

Se il beneficio verrà riconosciuto il soggetto beneficiario sarà contattato, entro 30 giorni, dai Centri per l’Impiego per stipulare il Patto per il lavoro.

La durata del reddito di cittadinanza è di 18 mesi ed entro i primi 12 mesi arriverà almeno un’offerta di lavoro.

Dopo aver illustrato, seppur brevemente questa nuova misura non ci resta che augurarci che quanto auspicato dal governo possa davvero concretizzarsi.

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