Dopo gli 80 euro e il sostegno per l’inclusione attiva (SIA) è in arrivo il nuovo reddito di inclusione sociale che potrà essere utilizzato dal 1 gennaio 2018. Un assegno mensile accompagnato da un progetto di reinserimento sociale e lavorativo. Le domande partiranno dal 1 dicembre 2017. 

É stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto legislativo 15 settembre 2017, n.147 dal titolo “Disposizioni per l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà”, ed è entrato in vigore ieri, 14 ottobre.

Che cos’è il Rei?

Il Rei, ovvero il Reddito di Inclusione è una misura nazionale unica di contrasto alla povertà. Consiste in un sussidio mensile tra i 190 e i 485 euro per un massimo di 18 mesi rinnovabili dopo una pausa di 6 mesi.

Requisiti

Potranno beneficiare del Rei i nuclei familiari con:

  • Reddito annuo inferiore a 6.000 euro;
  • Figli minorenni o disabili in famiglia;
  • Disoccupati di età superiore ai 55 anni;
  • Donne in stato di gravidanza;
  • Valore del patrimonio immobiliare (escludendo la casa di abitazione) non oltre i 20.000 euro.

È fondamentale risultare residenti in Italia da almeno due anni in via continuativa.

Inoltre sarà necessario che nessun componente del nucleo:

  • Percepisca assegno Naspi o altro ammortizzatore sociale di sostegno al reddito per disoccupazione;
  • Possieda auto o moto immatricolate nei 24 mesi precedenti la domanda, tranne auto e moto acquistati in favore di soggetti disabili con le agevolazioni 104;
  • Possieda navi e imbarcazioni.

Come presentare la domanda

La domanda va presentata dall’interessato o da un componente del nucleo familiare presso i punti per l’accesso al Rei che verranno identificati dai Comuni/Ambiti territoriali.
Il Comune raccoglie la domanda, verifica i requisiti di cittadinanza e residenza e la invia all’Inps entro 10 giorni lavorativi.
L’Inps, entro i successivi 5 giorni verifica il possesso dei requisiti e, in caso di esito positivo, riconosce il beneficio.

Il progetto

L’assegno verrà erogato su una carta prepagata chiamata appunto carta Rei e varia dai 190 euro per una persona sola ai 485 euro per una famiglia con 5 o più componenti. La famiglia interessata non riceverà solamente l’aiuto economico ma dovrà sottoscrivere un progetto finalizzato al recupero sociale e al superamento della condizione di povertà.

Il servizio sociale, insieme ad altre figure, svolgerà un ruolo fondamentale in quanto sarà impegnato in prima linea a combattere la povertà attraverso la sottoscrizione di progetti personalizzati.

Criticità

Poche famiglie potranno beneficiare del Rei. Tale misura è insufficiente a coprire tutti coloro che vivono in una condizione di povertà. Per il 2018 sono stati stanziati 1.759 milioni di euro e potranno beneficiare del Rei 1,8 milioni di individui, il 38% del totale della popolazione in povertà assoluta; mentre il 62% dei poveri ne rimarrà escluso.

Per quanto riguarda il progetto di intervento, è basilare garantirne la continuità. Se l’intervento si esaurisce con la fine del progetto, ha perso in partenza.

Il progetto deve essere un punto di partenza, una possibilità per riscattarsi a livello sociale e lavorativo. Noi vogliamo avere fiducia nel nostro Governo e vogliamo credere che il Rei sia una reale misura per contrastare la povertà e l’esclusione sociale.

 

-Aggiornamento al 1 dicembre 2017-

Da oggi 1 dicembre è possibile compilare la domanda del Reddito d’inclusione. Clicca per visualizzare il modulo di domanda.

-Aggiornamento a maggio 2018-

Dal primo giugno potranno essere presentate le domande anche senza i requisiti familiari richiesti finora; tali requisiti verranno abrogati.
Le domande già presentate e non accettate proprio per mancanza dei requisiti familiari, verranno riconsiderate dall’INPS.
A gennaio 2018 erano interessate circa 500 mila famiglie, da giugno saranno quasi 700 mila. 
L’INPS entro 15 giorni verificherà la domanda e la carta REI sarà attivata dal 1 luglio. 

 

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