Il 9 Giugno, al Teatro Abeliano di Bari, si è tenuto l’incontro dal titolo “RiparAzioni – una giornata di formazione su Mediazione Penale e Restorative Justice”, organizzato dall’Accademia Italiana di Mediazione Penale e Giustizia Riparativa. Ilaria De Vanna, psicologa e mediatrice, ha dato inizio alla giornata e con le sue parole evocative ha tracciato un percorso fatto di emozioni e suggestioni, un percorso lungo il quale ci ha poi guidati Icilio Martire, Presidente dell’Accademia, il quale ha diretto con maestria il “coro” degli ospiti presenti.
Marco Bouchard, magistrato, ci ha portati nel mondo del mito con le storie di Filottete e poi di Inanna, con le storie di chi si è sentito vittima e straniero, per arrivare a farci comprendere quanto sia fondamentale per le vite di tutti riconoscere la vulnerabilità, ma anche l’indispensabilità dell’altro.
Gabriella Falcicchio, docente di pedagogia, ci ha parlato di compassione e di quanto sia meraviglioso “accordarsi” nella relazione con l’altro, per provare a suonare insieme lo stesso spartito in cerca di una melodia comune.
E ancora la dott.ssa Anna Coppola De Vanna, fondatrice del Modello Mediterraneo di Mediazione, che con il suo intervento ci ha raccontato la sfida della restorative justice e del tentativo di riparare il dolore, di riparare quei legami sociali che hanno subito uno strappo e per i quali la stanza di mediazione diventa un luogo per “dare un posto all’ignoto che fa vacillare le nostre certezze”.

L’IMPORTANZA DELLE PAROLE

Damiano Nirchio, drammaturgo e mediatore, ci ha fatto riscoprire l’importanza delle parole e quanto queste possano diventare un riparo all’ombra del quale riscrivere la nostra storia e riappropriarci di nuove possibilità e nuove vite.
Michele Laforgia, avvocato cassazionista e docente di diritto penale, ci ha offerto invece uno sguardo attento e critico sulle problematiche di una visione solo punitiva e retributiva della pena e Isabella Mastropasqua, dirigente dell’ufficio II della DGPram del Dipartimento giustizia minorile e di comunità, ci ha presentato le opportunità che la giustizia riparativa ci mette a disposizione. E ancora Lucia Suriano, docente, che con la sua esperienza di insegnante di sostegno ci ha raccontato che “lasciarsi ribaltare” è forse il modo migliore per guadagnare nuove prospettive e riuscire a “riveder le stelle”. Sono inoltre intervenuti l’architetto Michele Liuzzi, il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Regione Puglia Pietro Ricci. E ancora la digital strategist Marica Buquicchio, il manager culturale Silvio Maselli, il giudice presso il Tribunale per i minorenni di Bari Riccardo Leonetti e l’assistente sociale Sara Mazzeo.
E infine S., reo inserito in un percorso di giustizia riparativa, che con le sue parole ed i suoi occhi emozionati ci ha restituito la percezione di quanto inestimabili siano le opportunità e le “seconde possibilità” che la restorative justice può offrire.

 

UN SOGNO MATTO

Giunti alla fine, non è possibile concludere senza citare le parole del Don Chisciotte di Guccini, la canzone scelta per dare inizio alla giornata:

“Nel mondo di oggi più di ieri domina l’ingiustizia,

ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia;

proprio per questo, Sancho, c’è bisogno soprattutto

d’uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto”.

 

Di eroici cavalieri invece ne abbiamo ascoltati molti e le loro parole hanno saputo trasmetterci un messaggio di grande valore, ossia che “l’atto di riparare è capace davvero di mettere in moto la speranza” e che, come ci ha ricordato Ilaria De Vanna, per quanto un albero che cade faccia più rumore, sarà sempre meno forte di un’intera foresta che cresce in silenzio.

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