“Lo sai quando i sevizi sociali separano le famiglie? Quando i figli sono in pericolo!
Quando i loro figli non sono in pericolo se ne vanno via, fanno un’altra cosa!”

“Ma reagiscono in modo automatico in certe occasioni!”

“Credi che siano degli idioti? Disgraziati senza cuore?
Gli assistenti sociali sono persone di coscienza, ok?!
Guadagnano una miseria e nessuno li ringrazia; e come vengono dipinti?
Come dei ‘Rovina Famiglie’ solo perché subentrano quando un bambino è maltrattato!”

Grey’s Anatomy

Il servizio sociale si esprime da sempre come una professione che collabora con le persone e, in quest’ottica, il professionista del sociale svolge il proprio ruolo nel rispetto dell’utente, in riferimento ai suoi valori, alla sua unicità e nel rispetto dei suoi diritti, cercando di interpretare il suo bisogno reale, al fine di sviluppare un brainstorming funzionale alla risoluzione delle situazioni di disagio.

 

Una figura in evoluzione

Sono svariati gli ambiti operativi in cui l’assistente sociale si può sperimentare nel corso della sua attività lavorativa: sono differenti i casi a cui lavora, perché sono soggettive e diverse sia le situazioni che le persone che incontra e inoltre, sono varie e creative le risposte che un professionista può dare in relazione ad un determinato bisogno.

Niente, o ben poco è statico in questa professione…

…anzi, anche il modo di essere un assistente sociale è cambiato negli anni e probabilmente, ancora cambierà a causa delle enormi difficoltà che gli stessi operatori incontrano abitualmente per la mancata attenzione da parte delle Istituzioni e delle problematiche sempre più complesse riportate dagli utenti.

Ciò nonostante, al lavoro dell’assistente sociale viene spesso rimproverato di essere invasivo ma, allo stesso tempo, risulta essere lento negli interventi.

In un contesto socio-culturale in cui sembra essere indispensabile trovare a tutti i costi un capro espiatorio, è facile che l’assistente sociale possa essere la figura sulla quale scaricare le tensioni sociali e le inadempienze altrui.

 

Assistenti sociali:
Ladri di bambini o personalità capaci di empatia?

Nell’immaginario continua ad essere associata al dramma dell’allontanamento dei bambini, infatti, le rappresentazioni e gli stereotipi relativi alla professione delineano gli assistenti sociali come “ladri di bambini” (vedi video precedente), freddi funzionari, distratti esecutori delle regole del sistema oppure, al contrario, eroi, amici, personalità capaci di empatia, ma proprio per questo violatori di regole.

Questo viene ampiamente dimostrato in tutti i servizi mediatici, i quali hanno la capacità di influenzare l’opinione pubblica sottolineando quelli che possono essere considerati come limiti della professione.

I media spesso trascurano la capacità degli assistenti sociali a rendersi disponibili all’aiuto dell’altro, a prevenire e risolvere situazioni di disagio e di emarginazione di singole persone e nuclei familiari.

È una professione sulla quale tutti si accaniscono sia perché opera per la fragilità e nella fragilità, sia perché è sempre mancato al Servizio Sociale un progetto di “Marketing Sociale” che potesse in qualche modo valorizzare il lavoro del professionista del sociale.

 

 

Ciò che manca è proprio la voce degli assistenti sociali che, soprattutto nei dibattiti dei programmi televisivi, è “quasi” sempre assente: tutti parlano di loro, ma loro non parlano mai di sé!

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