La condivisione in rete di foto sui social  è un aspetto assai delicato, soprattutto se il soggetto fotografato è un minore, in quanto occorre sempre l’autorizzazione dei genitori, la cosiddetta liberatoria, se non si vuole incombere, da un punto di vista legale, in conseguenze spiacevoli.

Il Tribunale di Roma si è espresso a riguardo, affermando che i genitori che pubblicano foto dei figli sui social, rischiano una multa fino a 10mila euro.

Brutta notizia per i genitori social dipendenti: d’ora in poi dovranno pensarci bene prima di pubblicare foto dei lori figli minori.

Pubblicare foto: SI o NO?

La pubblicazione sui social network di foto dei minori, costituisce un comportamento probabilmente pregiudizievole per i bambini stessi. Le immagine potrebbero essere condivise da un numero indefinito di persone sia conosciute che sconosciute.

Carlo Blengino, (esperto in diritto delle nuove tecnologie e protezione dei dati), definisce tale comportamento come un atto di pura ignoranza. C’è il pericolo che i volti dei minori possano essere modificati attraverso fotomontaggi ed essere diffusi in rete come materiale pedo-pornografico.

La decisione deve essere presa dai genitori di comune accordo, in quanto esercenti la potestà genitoriale. Ciò nonostante, il minore non deve essere privato della tutela in relazione ai propri diritti eventualmente lesi.

La Cassazione – sent. n. 37596/2017 – ha ritenuto giusto considerare i social come “luogo aperto al pubblico” in cui non esiste privacy, se non quella virtuale.

Il Tribunale di Mantova, 19 settembre 2017, ha espresso che la “mera pubblicazione delle foto dei bambini sui social network sia di per sé stesso un atto pregiudizievole per gli stessi.
Pubblicando foto altrui, senza alcuna autorizzazione, si commette un illecito di natura esclusivamente civile. Ciò permette all’interessato di richiedere al Tribunale di ordinare la rimozione immediata del materiale reso pubblico. Inoltre, se la pubblicazione ha provocato un danno, anche morale, a chi vi è ritratto, questi può chiedere il risarcimento.

Riferimenti normativi

Convenzione di New York del 1989

La “Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia”, nei suoi 54 articoli, elenca i diritti “speciali” di cui devono godere i bambini e le bambine della terra: diritto alla vita,  alla salute ed alle cure, il diritto di esprimere la propria opinione e di essere informati. Inoltre, viene riconosciuto loro il diritto al nome, nonché alla nazionalità; hanno  diritto ad avere un’istruzione, di giocare e di essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso.

Art. 16
1. Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione.
2. Il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti.

Codice civile

Il diritto all’immagine è una specificazione del diritto all’identità personale, ossia del diritto di ciascun individuo ad esser riconosciuto come sé medesimo anche socialmente.

Art. 10 – Abuso dell’immagine altrui
Qualora l’immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l’esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l’Autorità giudiziaria, su richiesta dell’interessato, può disporre che
cessi l’abuso, salvo il risarcimento dei danni.

Costituzione italiana

Pone l’accento sull’interesse del minore alla riservatezza, a meno che nella fotografica resa pubblica il volto non sia riconoscibile.

La liberatoria

Per la pubblicazione è necessaria l’autorizzazione che dovrà essere rilasciata dai genitori, essendo il minore sotto la loro potestà. L’atto con cui si acconsente alla pubblicazione è la liberatoria: essa contiene, in sostanza, il consenso alla pubblicazione della propria immagine, il quale resta comunque revocabile in ogni tempo.

 

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